Droni sulle piste da sci: gli hotel scoprono come fare soldi con i selfie aerei

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Invece che fare una NoDroneZone dietro l’altra, l’industria alberghiera si appresta a lanciare un nuovo servizio per gli appassionati di sci in inverno e di mountain bike in estate: farsi riprendere da un drone e ricevere un video professionale, montato, con le proprie imprese sportive, che siano da Olimpiadi o da Paperissima.
L’idea è della solita startup americana, in questo caso Cape Productions, che ha ricevuto dieci milioni di dollari da parte di venture capitalist e quel che più conta l’ok della FAA, l’Enac americana, per far volare i suoi multicotteri del valore di 4 mila dollari l’uno, equipaggiati con GoPro.

Il drone rimane in hoovering nei punti più affascinanti del percorso, e segue automaticamente le evoluzioni degli sciatori (o dei ciclisti) che, per un prezzo che va tra 200 e 300 dollari, riceveranno una clip montata da professionisti della durata (a scelta) di un minuto e mezzo oppure due minuti.

Per ora Cape Productions lavora con nove hotel nelle più esclusive  località turistiche degli Usa (8 alberghi) e Canada (un albergo), ma naturalmente se l’idea prende piede li vedremo magari volteggiare su Madonna di Campiglio o Saint Motitz, chissà. Per ragioni di privacy, chi si vuol far fare il costoso aero selfie dovrà prenotare, in modo che la pista sia riservata solo a lui e non ci sia il rischio che nel filmato ci finisca qualcun altro.

La difficoltà maggiore, spiegano i responsabili della startup, è quella di far approvare i voli nel caso in cui i terreni dove sorgono le piste non siano dell’hotel ma demaniali, e peggio ancora se sono in parchi nazionali o aree protette. Ma a quanto pare, anche lo scoglio burocrazia, fin più aguzzo in America che da noi, può essere superato.

 

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