Merced, un drone contro il fungo assassino

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Nei deserti del Messico e del sudovest degli Stati Uniti si annida un nemico insidioso e micidiale: il Coccidio, un fungo microscopico che cresce nella polvere, specialmente se ci sono escrementi di topi e pipistrelli. Quando soffila il vento caldo e secco del deserto, la povere si solleva e può arrivare nelle città. Se il fungo viene inalato colonizza i polmoni causando la coccidiomicosi, che i nativi temono e chiamano febbre della Valle di San Joaquin. Una peste dei giorni nostri che ogni anno fa ammalare 150 mila persone tra California, Nevada, Utah, New mexico e Arizona. Il fungo ne uccide centinaia ogni anno, lasciando anche uno strascico straziante di pazienti cronici che non guariranno mai e continueranno a tossire sangue per tutta la vita.
Per combattere il nemico microscopico, in Califofrnia stanno sperimentando Merced, un drone che “annusa” l’aria che soffia dai deserti per cercare le spore del killer nascosto nelle nubi di polvere. SLo scopo è quello di mappare la concentrazione di spèore nell’aria, prevedere lo spostamento del fungo e avvisare la popolazione di  non uscire di casa senza maschera antipolvere nelle giornate più critiche. Nel profilo tipico di missione, il drobe vola a 80 metri di quota disegnando cerchi del diametro di 200 metri, mentre una pompa succhia 20 liytri d’aria al minuto per intrappolare il particolato nei filtri biologici che reagiscono alla presenza delle spore.

Fonte: New Scientist

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