Così Finmeccanica vuole abbattere i piccoli droni

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Finmeccanica segue Boeing e i tanti altri che sviluppano sistemi antidrone per tenere lontani i droni abusivi da installazioni militari e civili, un mercato in cui ci si stanno buttando in mlti soprattutto dopo che l’ISIS ha dimostrato di avere droni kamikaze e di essere in grado di usarli.

L’italiana Finmeccanica ha messo insieme un sistema di contromisure che si chiama Falcon Shield e combina radar, infrarossi e camere ottiche per l’identificazione dell’obiettivo, microfoni per captare il tipico ronzio dei multicotteri, oltre a un sistema di radiomisure che scova anche il pilota, oltre al drone. Stando a quanto dichiara Finmeccanica, il sistema può distruggere oppure catturare il drone, inserendosi nel suo sistema di controllo. “Il sistema è scalabile” ha detto in un’intervista a Breaking Defense Steve Williams, un portavoce di Selex ES, la sussidiaria Finmeccanica responsabile del progetto.  “Può andre dalla protezione di un singolo VIP alla protezione di grandi impianti, come aeroporti, centrali nucleari e stadi”.

La possibilità di catturare il drone invece di farlo precipitare, spiega Williams, “rende il sistema utilizzabile anche in ambienti affollati, come i centri cittadini, senza rischiare di interferire con i mezzi di soccorso e della polizia”. Per ora il sistema è ancora sotto sviluppo: “Funziona già ed è stato testato il sistema per trovare, inquadrare e identificare il bersaglio, per Aprile integreremo sia i sistemi di attacco elettronico sia le funzioni di pattugliamento”.

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