Amazon fa sul serio: ecco i dettagli di Prime Air

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Ne avevamo parlato giusto ieri, con un articolo sul prototipo dell’Università di Leuven. Ma a rilanciare la discussione sui delivery drone ci ha pensato Paul Misener, vice president for global public policy di Amazon, che in un’intervista a Yahoo Tech ha illustrato i dettagli di quello che in molti (compreso il giornalista David Pogue) hanno definito il “crazy drone delivery program”.

Oltre a soffermarsi su come sia nata l’idea («nel 2000 mio figlio, dopo un ordine su Amazon, corse alla porta in attesa di un camion marrone, indice di un’alta aspettativa che, come azienda, dovevamo fare in modo di soddisfare nel minor tempo possibile»), Misener ha spiegato a che punto sia la lunga trafila progettuale e burocratica che, secondo gli ottimisti, dovrebbe aprire nel giro di tre/cinque anni una nuova era dei corrieri.

Paul Misener«Da un punto di vista tecnico il progetto è in fase avanzata: già ora i vari droni che stiamo testando (a seconda del tipo di abitazione o del clima in cui andrebbero a operare) sarebbero in grado di trasportare oggetti per un peso di 5 kg a una distanza di 16,1», ha spiegato il dirigente di Amazon, che ha anche confermato le discussioni con la NASA e la FAA per creare uno spazio aereo dedicato ai droni. «Capiamo le preoccupazioni delle autorità», ha proseguito Misener, «per questo vogliamo dimostrare la bontà e la sicurezza dei nostri sistemi automatizzati e dei velivoli, che non sono propriamente quelli che si comprano al supermercato».

Oltre alla burocrazia, però, i problemi restano due: come recapitare pacchi nelle grandi, affollate e caotiche città e in che modo perfezionare la consegna nel caso in cui il cliente abiti in un appartamento condominiale.

«Punto difficili ma risolvibili. I quadricotteri di cui stiamo parlando hanno quello che si dice seense-and-avoid technology, insomma sono in grado di vedere ed evitare gli ostacoli: la difficoltà sarà quella di gestire lo spazio aereo se e quando ci saranno molti droni in viaggio. La questione appartamenti è complessa ma risolvibile: se ogni condominio destinasse un punto sul tetto per le consegne o, eventualmente, uno spazio riservato nel backyard, beh, il problema sarebbe risolto, così come quello del cliente che non è in casa al momento della consegna».

Tutto già pronto, quindi? La risposta, ovviamente, è no. Le perplessità della Faa sono note, anche per quanto riguarda la sicurezza (pensiamo se un decelebrato decidesse di giocare al tiro al piattello con i droni…). Ed è lo stesso dirigente di Amazon a confermare che, per quanto reale, il programma Prime Air non è assolutamente in dirittura di arrivo. Come? Dicendo che, al momento, non hanno ancora discusso le tariffe e i prezzi di un’eventuale consegna con i droni.

 

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