ENAC: In arrivo le regole per volare anche di notte. E serve più cultura aeronautica

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ENAC Cardi annunca nuovo emendamento sui droni“Il regolamento non è scritto sulla pietra, ci saranno altre modifiche” ha detto al Roma Drone Conference l’ingegner Alessandro Cardi, direttore centrare Regolazione Tecnica ENAC: “Regole per rendere lo spazio aereo sicuro rispettando le esigenze di tutti: aeroplani civili, droni, aerei militari”. Nella convinzione condivisa da tutti i partecipanti ala conferenza che “Il fiume non può tornare alla montagna e nei prossimi anni avremo molti più droni grandi, piccoli ed enormi che non aeroplani”, ha aggiunto il generale dell’AM Roberto Cattaneo. 

Le modifiche al regolamento sono sì necessarie, anche per armonizzarlo con quello dei partner europei (ricordiamo che tra 2017 e 2018 dovrebbero entrare in vigore le regole europee EASA anche per i piccoli droni, quelli sotto i 150 chili, “giocattoli” compresi) ma è necessario che ci sia una maggior condivisione e informazione; sapere che una regola cambierà lascia il tempo alla comunità di adattarsi, una regola che cambia dalla sera alla mattina spiazza e rende impossibile a costruttori e operatori organizzarsi per rispettarla.

ENAC: Comunicheremo di più
Occorre dunque una maggior condivisione, e Cardi su questo concorda: ha spiegato che l’emendamento di Natale è stato inserito in gran fretta per la necessità di rispettare delle scadenze urgenti, e immaginiamo che sia così anche perché la DCAG francese ha fatto esattamente la stessa cosa ed esattamente nello stesso periodo, segno che le Authority europee hanno agito insieme per aprire il 2016 con un set di regole più armoniche e simili. Ma a precisa richiesta del direttore di DronEzine, Luca Masali, unico rappresentante della stampa specializzata, Cardi ha promesso un sempre maggior coinvolgimento delle testate specializzate nella comunicazione

Nel prossimo emendamento, le regole per il volo a vista notturno
A dimostrazione di questo spirito di condivisione delle informazioni, Cardi ha fatto sapere che nel prossimo futuro (quando però non è dato saperlo) ci sarà un nuovo emendamento del regolamento, che darà regole chiare per il volo notturno a vista con i SAPR. “Non che oggi non si possa volare di notte, se qualcuno ce lo chiede” ha aggiunto il direttore. “Ma vogliamo inserire nel regolamento le regole valide per tutti, in modo che tutti sappiano come devono regolarsi per volare in VLOS di notte”.
Chiaramente la cosa ci fa piacere, come tutte le modifiche regolamentari che aprono delle possibilità invece che restringerle, e soprattutto apprezziamo il fatto che l’informazione sa stata condivisa per tempo con la stampa. Così se qualche azienda fosse interessata a sviluppare o adattare droni al volo a vista notturno (magari per esigenze di security) può cominciare a ragionarci sopra e immaginare come ottimizzare luci e camere per questo genere di attività. E se così facendo gli viene in mente qualcosa di rilevante, magari lo comunichi ad ENAC: Cardi ha ribadito che l’Authority è disposta a valutare i suggerimenti che riceve.

Bisogna far cultura. E noi ci siamo.

Interessante anche l’intervento di Bruno Franchi, presidente ANSV, L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha parlato delle mancate collisioni tra droni e aeroplani (e a quanto abbiam potuto capire, si prepara a una raccomandazione per evitare che si ripetano in futuro). Alcuni episodi sono particolarmente allucinanti, come il volo di un drone praticamente sopra le piste di un grande aeroporto italiano, o l’equipaggio di un jet commerciale che, sempre in Italia,  si è visto sfilare un drone a 30 metri dai motori a ben 4 mila piedi di quota (1500 metri abbondanti).
E’ vero che finora non si è mai verificato, in nessuna parte del mondo, un incidente tra piccoli droni e aeroplani (mentre qualche incidente, anche grave, tra aeromodelli e aerei in passato c’è stato) e che è più facile che un aereo sbatta contro una tartaruga che contro un aeroplano (duecento rettili che prendevano il sole sulla pista  sono stati investiti dagli aerei negli ultimi dieci anni. Senza conseguenze per l’aereo, per la tartaruga non sappiamo), ma concordiamo con Franchi che c’è bisogno di più cultura aeronautica diffusa.

coverFranchi ha detto che la Polonia obbliga chi vende droni a mettere nella scatole un foglio con delle istruzioni comprensibili a tutti, a icone e disegni, che dice cosa si può fare e cosa no.  Ebbene, noi di DronEzine la legge polacca l’abbiamo applicata anche senza sapere che esisteva: da mesi, grazie alla sensibilità di MT Distribuzione, il distributore di DJI nei supermercati, e alla catena specializzata iDroni, inseriamo nelle confezioni dei droni un foglietto con le poche, semplici regole per volare come aeromodellisti in Italia. E andiamo anche molto oltre: una volta si imparava a volare nei campi volo, insieme agli aeromodellisti più anziani. I dronisti di oggi i campi volo non sanno nemmeno cosa siano, e a loro offriamo il pacchetto VolaSicuro: manuale, corso e assicurazione a un prezzo alla portata di tutte le tasche.
E per quest’anno andiamo anche oltre, abbiamo preparato #iIo Volo Sicuro, un libretto di 24 pagine, estremamente economico, tutto a colori, pensato soprattutto per i negozi che vogliono comunicare ai loro clienti cosa si può fare e cosa no per volare in sicurezza e nel rispetto della legge.

Insomma noi ci siamo, se ENAC davvero vorrà collaborare con noi per diffondere questa cultura a tutti i livelli, parliamone; anche nelle scuole dell’obbligo, perché no. Molte delle nostre scuole VolaSicuro, diffuse in tutta Italia, sarebbero ben disposte a organizzare seminari per i ragazzi delle scuole medie e superiori. Gli studenti ne sarebbero entusiasti, e avremo dei piloti in erba più consapevoli e preparati. Che magari spranno che non è intelligente andare a guardare dentro alle turbine dei jet a 4 mila piedi d’altezza.

 

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