Non solo pacchi! In Ruanda i droni porteranno sangue e medicine

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A dispetto delle difficoltà economiche e del perenne stato di agitazione civile che infiamma il Paese, il Ruanda sembra all’avanguardia nell’uso dei droni: dopo essere stata la prima nazione ad aver annunciato la creazione di tre aeroporti dedicati ai Sapr, lo Stato dell’Africa Orientale ha rivelato che in un prossimo futuro i quadricotteri avranno il compito di trasportare sacche di sangue e medicinali, soprattutto nelle aree più difficili da raggiungere a causa dell’arretratezza delle infrastrutture ruandesi.

Una carenza di strade che rappresenta non un ostacolo, ma un autentico muro per chi deve fornire non solo servizi di emergenza, ma anche semplici cure di routine. Utilizzare l’autostrada del cielo, insomma, per le autorità ruandesi è diventato un obbligo:
“Crediamo che l’utilizzo di tecnologia all’avanguardia per consentire alle catene di approvvigionamento di bypassare le infrastrutture esistenti rappresenti una grande opportunità per il nostro Paese”, ha detto il ministro della gioventù del Ruanda Jean Philbert Nsengimana, che ha sottolineato sia i costi economici di un’improbabile ristrutturazione delle autostrade, sia i costi sociali derivanti da una cattiva rete medica.

zipline firma contratto ruandaPer creare questa rete nazionale di Uav per il trasporto del plasma, le autorità africane si sono rivolte a Zipline Inc., azienda statunitense che ha colto la palla al balzo per gettarsi in questa missione.
“Oltre agli obiettivi del progetto, la sfida è stuzzicante da un punto di vista organizzativo”, ha detto Keller Rinaudo, Ceo di Zipline. “Sarà la prima volta che questi veicoli saranno integrati in una complessa catena di fornitura di sanitaria pubblica”.

Del resto, se Amazon e Google pensano di poter gestire una flotta infinita di Uav per le proprie consegne nelle affollate megalopoli, a maggior ragione dovrebbe essere possibile gestire questi voli in aree decisamente meno congestionate.
Inoltre nemmeno gli aspetti sanitari sembrano avere delle controindicazioni. Sei mesi fa, in Uganda, è stato effettuato uno studio promosso dalla Johns Hopkins University di Baltimora e la Makerere University di Kampala che consisteva nel trasporto di provette di sangue su un drone ad ala fissa per 40 minuti a un’altezza di 100 metri: i campioni, sottoposto a 33 tipi di esami, non hanno subito variazioni rispetto a quelli trasportati su gomma.

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