Un drone inglese su Fukushima

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Earthquake and Tsunami damage-Fukushima Dai Ichi Power Plant, Ja

I giapponesi hanno avuto poca fortuna con i tentativi di tenere sotto controllo dal cielo le emissioni radioattive dell’area del disastro di Fukushima: nel giugno scorso, un drone semi autonomo da 8 kg è precipitato sul tetto del disastrato impianto nucleare di Daiichi. Ora i ricercatori dell’università di Bristol vengono in aiuto ai colleghi asiatici, proponendo loro ARM, un multicottero equipaggiato con contatori geiger, sensori per la temperatura e telecamere ad alta risoluzione.


L’incidente del giugno scorso, con il disastroso atterraggio di fortuna del drone giapponese sul tetto del reattore nucleare

Il progetto inglese è finanziato congiuntamente dal Engineering and Physical Sciences Research Council e da un’azienda privata specializzata nello smantelòlamento di impianti atomici, Sellafield.

“Grazie all’uso di velivoli senza pilota leggeri ed economici, possiamo determinare immediatamente e da distanza di sicurezza il fallout radioattivo a seguito di incidenti di questa natura” dice il capo progetto Tom Scott. “Il drone ha abbastanza intelligenza a bordo per gestire autonomamente una missione di ricognizione ed è sacrificabile, se dovesse risultare contaminato”. Il drone inglese è stato testato in diverse condizioni operative e meteorologiche, compresa pioggia, neve e venti forti. Quanto agli aspetti nucleari, gli scienziati inglesi lo hanno testato su un sito contaminato nel sudovest della Romania e su siti ad alta radioattività naturale in Cornovaglia. L’università di Bristol ha in corso contatti con le autorità giapponesi per mettere loro a disposizione ARM, sia sull’impianto danneggiato sia nel territorio circostante.

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