Un drone antiterrorismo per la polizia francese

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Colpita dai terribili attentati dello scorso novembre, la polizia parigina vuole un drone esacottero per pattugliare la folla. La macchina dovrà rispettare delle specifiche molto alte: dovrà leggere con precisione una targa automobilistica da 50 metri di distanza, volare a cento metri d’altezza, avere un data link a prova di hacker e soprattutto non deve richiedere più di cinque giorni di addestramento ai suoi operatori.

Secondo i piani della polizia francese, il drone è destinato a entrare in servizio in tempo per gli Europei e il Tour de France, per diventare uno strumento in più per vegliare sulla sicurezza degli spettatori riconoscendo eventuali sospetti che vogliano mescolarsi alla folla. La decisione ha scatenato polemiche, come era facile aspettarsi, sia per i timori sulla sicurezza delle persone sorvolate dal drone sia per la privacy sempre più a rischio dal proliferare dei droni di Stato. Esattamente come in Italia, gli aeromobili di Stato francesi sono “immuni” dal dettagliato regolamento della DCAG, l’Enac francese. Ma la Gendarmerie dovrà comunque usare il drone con attenzione e rispetto per evitare di rendere i parigini ancor più nervosi.

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