Il drone passeggeri di Ehang trasporterà organi umani?

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Aveva stupito la platea del CES, la più grande fiera al mondo di elettronica di consumo. Sembrava poco più di uno scherzo, un affascinante ma prematuro esercizio di alta ingegneria. E invece il primo multicottero passeggeri al mondo, l’Ehang 184, in un futuro non sappiamo quanto prossimo potrà trasportare organi umani artificiali.

E si tratta di numeri imponenti, si parla di una flotta di 1000 macchine che saranno usate da Lung Biotechnology PBC, una startup che vuole produrre organi artificiali per i trapianti, a cominciare dai polmoni. L’Ehang per l’occasione è stato ribattezzato Moth (in inglese è la falena, ma sta per Manufactured Organ Transport Helicopter. Invece che far da taxi, com’era previsto, sfrutterà la sua autonomia di una quindicina di chilometri e la velocità di circa 100 km/h per far arrivare presto gli organi (sia artificiali sia per xenotrapianti, quindi organi di maiale resi compatibili con i tessuti umani) alle sale operatorie, dribblando il traffico.

L’idea è intrigante, ma le difficoltà son tante, a cominciare dal piccolo dettaglio che gli organi artificiali – ahinoi – ancora non esistono, per ora i clienti di Lung Biotechnology devono accontentarsi di organi animali geneticamente modificati. E anche se esistessero, prima che le organizzazioni internazionali della sanità li renderanno usabili nella prassi ospedaliera passeranno anni, quindi il trasporto è proprio l’ultimo dei problemi.

un cuore di maiale geneticamente modificato per essere trapiantato in un corpo umano (Chris Maddaloni/Nature)
 

Oltre all’organo, anche il drone dovrà aspettare: al momento non è nemmeno lontanamente pensabile che una macchina del genere possa volare negli Stati Uniti, mentre paradossalmente in Italia secondo il regolamento ENAC un volo del genere in città sarebbe legalmente fattibile, ma non è certo il nostro mercato quello che può far gola alla startup statunitense (e nemmeno al cinesissimo produttore del drone).

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