“Per i droni servono memorie di nuova concezione”. Parola di Seagate

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Robot e droni generano un sacco di dati, i flussi video a 4k ormai sono all’ordine del giorno, le classiche schedine di memoria presto potrebbero non essere più sufficienti. E i big della memorizzazione, a cominciare da Seagate, fiutano l’affare: “Per appena 20 minuti di volo si sta parlando di centinaia, non decine di gigabyte“, ha detto Patrick Ferguson di Seagate, il secondo produttore di dischi rigidi al mondo,con sede a Scotts Valley in California. Troppi dati per caricarli in tempo reale sul cloud mentre i drone vola, almeno con le attuali tecnologie di rete wireless. l’unica è fare all’antica, cioè registrare i dati a bordo del drone e poi scaricarli dopo l’atterraggio.

Un approccio che però ha anche delle controindicazioni: il drone potrebbe cadere, magari in acqua, danneggiando la scheda, o essere catturato da qualche malintenzionato o perdersi chissà dove, con dentro i preziosi dati ripresi durante la missione.  “Stiamo attivamente studiando come fare a tirar fuori i dati dal drone in volo” ha aggiunto Ferguson. Probabilmente Seagate pensa a qualche forma di server portatile che crei un ponte dati tra drone e terra, ma non sono stati rivelati simili dettagli, si sa solo che – vista l’ampiezza di banda richiesta- il protocollo dovrebbe essere SATA o PCI-Express 3.0. Staremo a vedere.

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