Droni: la responsabilità di operatori e committenti

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Spesso si pensa che sia il committente sia l’operatore SAPR siano entrambi e in solido responsabili della sicurezza di terzi e cose. Le cose non stanno esattamente così: il rapporto tra committente e professionista SAPR assomiglia più a un contratto di appalto. Il committente è tenuto a verificare che il pilota abbia gli attestati e i titoli necessari per volare, e dal canto suo l’operatore/pilota deve far valere la propria professionalità evitando di diventare un puro esecutore nelle mani del committente.

Di Francesco Paolo Ballirano, legale esperto in diritto aeronautco e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

La recente informativa pubblicata dall’ENAC sul proprio sito internet relativa alla “occupazione area operazioni buffer” rappresenta una specifica interpretazione dell’art. 10, comma 5 del Regolamento ENAC e più in generale è un ulteriore conferma del ruolo fondamentale dell’operatore che nel dirigere le operazioni deve occuparsi non solo del volo dell’APR ma anche della sicurezza di tutta l’area delle operazioni.

Anzitutto è bene precisare che l’informativa – terminologia piuttosto impropria – andrebbe vista ed interpretata come una vera e propria “raccomandazione”, circostanza, questa, che ne lascia già intuire il valore giuridico: si tratta di un documento di “soft law” che interpreta/suggerisce delle raccomandazioni in linea con quanto stabilito da un atto normativo (e quindi “binding law”) qual è appunto il regolamento.

L’informativa appare piuttosto chiara e ragionevole, ma soprattutto, coerente con quanto prescritto dal Regolamento. È bene precisare, tuttavia, che a prescindere da una paventata “responsabilità” dell’operatore, la stessa andrebbe vista più dal punto di vista della sicurezza che della responsabilità civile (o penale) in senso proprio.

Committente ed operatore, come funziona la responsabilità

Sotto tale aspetto l’informativa presta il fianco ad una questione molto discussa sulla quale però non si è mai fatta totale chiarezza. Spesso infatti, si è parlato di responsabilità (solidale) tra committente ed operatore ed in tal senso molti hanno dichiarato, forse impropriamente, che sia il committente che l’operatore sarebbero entrambi responsabili della sicurezza di terzi e cose.

Contratto di appalto/di noleggio

Sul punto, appare interessante citare alcuni precedenti relativi alla responsabilità del committente nel caso in cui l’appaltatore abbia arrecato danni a terzi e persone. Citare il contratto di appalto in tali tipi di attività non è un’ipotesi azzardato dato che parte della dottrina ha ritenuto che il contratto di noleggio (art. 940 bis e seguenti del codice della navigazione), che sembrerebbe quello più attinente allo schema di contratto tra operatore di SAPR e committente, è assimilabile sotto certi aspetti al contratto di appalto.

Stando così le cose, in relazione a quella che si potrebbe definire una “locatio operis” o piuttosto un semplice contratto di appalto di servizi, la giurisprudenza ha avuto modo di precisare quale possa essere il grado di responsabilità del committente e dell’appaltatore. Un orientamento consolidato della Corte di Cassazione (tra le molte, Cass. Civ. Sent. n. 3967 del 19 febbraio 2014) ha avuto modo di affermare il principio di diritto in base al quale l’appaltatore risponde dei danni provocati a terzi durante l’esecuzione del contratto, vista l’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla committente l’opera o il sevizio, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all’accertamento e alla verifica della corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’appaltatore con quanto costituisce l’oggetto del contratto.

In buona sostanza, stando a quanto espresso da tale giurisprudenza, l’operatore sarebbe sempre responsabile dei danni a terzi mentre nessuna responsabilità (e conseguente richiesta di risarcimento) potrebbe essere avanzata nei confronti del committente. La ragione di tale interpretazione è abbastanza evidente: il committente non può rispondere di danni arrecati dall’appaltatore il quale, invece, dovrebbe essere dotato di tutte le conoscenze tecniche e professionali per poter agire in completa sicurezza tutelando quindi l’incolumità di terzi. In buona sostanza è l’operatore che pone in essere materialmente, per sua imperizia e/o negligenza, fatti lesivi mentre il committente è totalmente estraneo alle operazioni di volo.

Casi specifici di responsabilità del committente

Pur essendo il committente generalmente estraneo alle eventuali conseguenze negative derivanti dalle operazioni di volo, in alcune specifiche ipotesi è corresponsabile dei danni provocati dall’operatore. Ritiene sempre la Cassazione, che in alcuni casi anche il committente può essere ritenuto responsabile per fatti posti in essere dall’appaltatore. Nello specifico, la Corte (cfr. Cass. Civ. Sent. n. 2363 del 17 febbraio 2012) prevede quattro ipotesi di possibile responsabilità del committente:

  1. Nel caso in cui abbia tralasciato del tutto ogni sorveglianza nella fase esecutiva del servizio appaltato;
  2. Nel caso in cui abbia affidato il servizio ad un’impresa che palesemente difettava delle necessarie capacità tecniche ed organizzative per eseguirla correttamente;
  3. Quando l’operatore sia stato un semplice esecutore di ordini del committente e privato della sua autonomia a tal punto da aver agito come mero esecutore delle sue istruzioni;
  4. Quando si sia di fatto ingerito con singole e specifiche direttive, nelle modalità di esecuzione del contratto o abbia concordato con l’appaltatore le singole fasi o modalità dell’appalto.

In buona sostanza, se tale orientamento giurisprudenziale fosse applicabile agli operatori di SAPR la responsabilità del committente sussisterebbe quando lo stesso sia stato o troppo distratto o troppo intrusivo, al punto da rendere priva di autonomia l’attività svolta dall’operatore.

In entrambi i casi, comunque, sia per la committenza che per gli operatori è possibile trarre una regola da tale rassegna giurisprudenziale: i committenti devono sempre controllare gli attestati e le attività degli operatori di SAPR. Gli operatori, a loro volta, oltre che curare nel minimo dettaglio gli aspetti della sicurezza, devono imporre la loro professionalità ai propri clienti, soprattutto quando questi ultimi avanzano richieste che vanno oltre i limiti consentiti dalle leggi e dai regolamenti.

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