Macrobat, il drone eNVTOL a metà tra aereo e uccello (e forse anche un po’ di fantasia)

Per quanto riguarda il design, è una via di mezzo tra un uccello e un areo. Rispetto al nome, è ispirato ai pipistrelli che sono gli unici mammiferi in grado di volare. Se invece pensiamo a quello che si propone di fare, la sua ambizione è portare in volo dei passeggeri. Stiamo parlando di Macrobat, l’incredibile drone il cui concept grafico spopola da giorni sui social e su diversi siti di settore, dopo essere comparso in bello stile sul sito della Phractyl, startup sudafricana fondata nel 2017 e votata allo sviluppo di tecnologie connesse all’Advanced Air Mobility e al trasporto merci innovativo in Africa.

Macrobat, definito velivolo eNVTOL, ossia “electric Near Vertical Take Off and Landing”, si presenta come un sorprendente drone passeggeri capace di atterrare su due specie di zampe come quelle degli uccelli, le stesse che usa per decollare con una leggera inclinazione rispetto all’asse verticale (ed ecco il perché dell’espressione “quasi verticale” nella definizione).

Secondo la startup, Macrobat potrà ospitare un pilota a bordo (nel rispetto del payload massimo di 150 kg) o manovrato in remoto, ma sarà anche in grado di compiere voli autonomi, spostandosi a una velocità di crociera di 180 km/h e in un raggio di 150 km di distanza. Su ognuna delle ali a forma di M è disposta una grande elica, l’abitacolo è chiuso e coperto da un tettuccio di vetro a forma semi-sferica e il velivolo termina con due alettoni orizzontali posteriori posizionati verso la fine della coda, proprio come negli aerei. La caratteristica fisica più evidente consiste però nelle due “zampe” su cui atterra, pensate per renderlo adatto a sfruttare i tanti diversi tipi di superficie che si possono incontrare in ambienti poveri di infrastrutture come ad esempio il deserto, la savana, etc.

Ma sarà vero? Su questo fronte bisogna dire che l’idea che un drone come Macrobat sia non solo nella testa dei progettisti, ma anche tecnicamente alla portata della Phractyl, ha destato più di qualche perplessità tra numerosi esperti. Del resto quello che circola finora in rete si riduce ad un video di animazione e a delle grafiche avveniristiche. Insomma, sul tavolo non c’è nulla di concreto e non è detto che ci sarà mai. Potrebbe trattarsi di un’idea troppo audace per essere realizzata sul serio, ma anche di una fantasiosa trovata del reparto marketing per fare pubblicità all’azienda.

E in quest’ultimo caso, non c’è che dire, l’originale eNVTOL ha sicuramente raggiunto il suo scopo.