Il legale risponde: droni, abusi edilizi e privacy

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che, per conto della Pubblica Amministrazione, vorrebbe usare un drone per scovare gli abusi edilizi.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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In accordo con la Pubblica Amministrazione si vorrebbe utilizzare un drone per individuare i “fabbricati fantasma” e quindi regolarizzarli ed ottenere le tasse dovute. Per fare questo però con il drone dovrei entrare in proprietà private oppure visionare zone riservate da fuori ovviamene non visibili, causa impedimenti di vario genere (barriere naturali o appositamente innalzate). Così facendo potrei incorrere in qualche tipo di denuncia da parte del proprietario oppure dato il motivo ed il committente potrei aggirare l’ostacolo?

Le riprese effettuate in luoghi di privata dimora o di domicilio potrebbero aver una rilevanza penale in relazione al reato previsto dall’articolo 614 c.p. (violazione di domicilio) ai sensi del quale chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Tale reato, a differenza del successivo art. 615 c.p. (interferenze illecite nella vita privata) tutela l’integrità “territoriale” del domicilio, che va inteso come quel luogo che presuppone una relazione con un minimo grado di stabilità con le persone che lo frequentano e/o ci vivono.

Sul punto, la giurisprudenza della Cassazione e Costituzionale (cfr. S.U., Sent. n. 26795 del 28 marzo 2006, e  Corte cost. Sentenza n. 149 del 2008.) hanno avuto modo di precisare che l’inviolabilità del domicilio può essere lesa anche attraverso l’uso di strumenti tecnici e quindi senza la necessità di una intrusione fisica. Dall’altro lato, come noto, se l’azione – pur svolgendosi in luoghi di privata dimora – può essere liberamente osservata dagli estranei senza ricorrere a particolari accorgimenti (paradigmatico il caso di chi si ponga su un balcone prospiciente la pubblica via), il titolare del domicilio non può evidentemente accampare una pretesa alla riservatezza.

L’utilizzo di un SAPR privato/civile, richiederebbe inoltre il rispetto del Regolamento ENAC e pertanto l’utilizzo del mezzo, ivi incluse le specifiche disposizioni relative alle operazioni critiche, come sembrerebbero quelle che ha intenzione di svolgere.

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