Il legale risponde: usare come prova in tribunale i filmati dei droni

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che di mestiere fa il poliziotto e si chiede se può usare come prova in tribunale le riprese fatte con il suo drone.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Sono un’aeromodellista in possesso di un drone  che utilizzo rispettando l’art. 35 del Regolamento ENAC. Sono anche un appartenente ad una forza di polizia. Il mio Comandante, sapendo che sono in possesso di un drone, mi ha chiesto di effettuare alcune riprese video e foto per scopi investigativi ma anche per indagini delegate dalla locale Procura. Conoscendo il Decreto del MinInterno del 13.05.2016 riguardante l’impiego dei SAPR delle forze di Polizia (dove si parla solamente di SAPR “se” certificati e iscritti per cui necessita di licenza/brevetto), mi chiedo se rispettando l’art. 35 del regolamento l’attività che sto svolgendo può essere portata avanti.

Come anche premesso nella domanda, le attività svolte non sono qualificabili come meramente aeromodellistiche. In tal senso, il Regolamento ENAC prevede all’art. 1, punto 4, che gli aeromodelli “possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo” con ciò escludendo ogni diverso impiego come quello per effettuare riprese ai fini di indagini volte alla repressione di reati ambientali e/o edilizi. Sotto quest’aspetto, le riprese effettuate, soprattutto se portate avanti con sistematicità, continuità e con finalità investigative, sarebbero contrarie alle disposizioni del Regolamento ENAC e, per giunta, come a Lei noto, contrarie alle disposizioni del Decreto Ministeriale del 13 maggio 2016, che in attuazione del decreto-legge del 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2015, n. 43, ha stabilito regole ben precise per l’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto da parte delle forze dell’ordine per finalità di pubblica sicurezza, con particolare riferimento al contrasto del terrorismo e alla prevenzione dei reati di criminalità organizzata e ambientale.

Ad ogni modo, anche le riprese effettuate tramite aeromodelli, pure se private ed effettuate per finalità ricreative e sportive, potrebbero essere utilizzate come prove “atipiche” nel procedimento penale in quanto le riprese videofilmate costituiscono prove documentali non disciplinate dalla legge, previste dall’art. 189 c.p.p., fermo restando il limite della tutela della libertà domiciliare di cui all’art. 14 Cost.

Tali riprese non devono essere comunque in contrasto con quanto disposto dall’art. 191 c.p.p., a mente del quale “le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate” nel procedimento penale. Tali circostanze vanno comunque valutate di volta in volta, in relazione alla specificità dei casi sottoposti al vaglio del giudice.

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