Inghilterra: test di teoria e registrazione obbligatoria per chiunque compra un drone?

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La registrazione di droni e aeromodelli, di cui si parla anche in Italia e ci aspettiamo che divenga legge nel corso del 2017, diventerà presto un obbligo anche in Inghilterra. E si pensa anche a un test obbligatorio che dimostri la conoscenza della legge.

La questione, o meglio, la scusa, è sempre quella: la paura dell’improbabile, mai verificato e difficilmente pericoloso caso di uno scontro tra un drone e un aereo passeggeri. Con questo cavallo di battaglia, le authority aeronautiche dei paesi anglosassoni continuano a suonare la campana, e poco importa se poi alla prova dei fatti incidenti simili sono pura teoria: tutte le mancate collisioni lamentate dai piloti si sono risolte in nulla, e quando si è aperto davvero un’inchiesta si è scoperto che erano sacchetti di plastica e non droni, oppure che il fantomatico drone che ha fatto fare una pericolosissima manovra da top gun a un aereo canadese non era mai esistito.

Ma tant’è, la scusa è buona, e allora all’inghilterra le attuali multe fino a 2500 sterline per chi viola le no-fly zone non bastano e si parla di alzarle fino alle stelle. Esattamente come in Italia, il governo inglese vuole un sistema elettronico che possa far controllare da terra alla polizia chi è il pilota del drone, non importa se hobbysta o professionista. E tutti dovranno superare un quiz che dimostri la conoscenza della legge sui droni.

Il tutto, secondo i ministri, cercando di non sgonfiare un settore che comunque porta soldi, si parla di 179 miliardi di sterline entro il 2015, ma un settore che deve “crescere con il consenso del pubbblico”. E su questo unico punto siamo d’accordo pure noi con i governanti british.

 

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