Un anno di registrazione droni negli Usa: facciamo un bilancio?

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È trascorso esattamente un anno dall’introduzione della registrazione dei droni negli Usa, e la FAA – l’Enac americana – parla di un grande successo. Certo, il miglioramento – come abbiamo già avuto modo di vedere in altri articoli – c’è stato. Ma questa riforma è stata davvero perfetta? E soprattutto, è tutto merito della FAA oppure la situazione risente inevitabilmente dei progressi tecnologici e anche culturali legati al mondo dei droni, che sappiamo essere estremamente repentini? Approfittiamo del compleanno per fare un bilancio della situazione, e vediamo qualche numero.

Un compleanno ricco di bilanci favorevoli

Secondo la normativa introdotta l’anno scorso dalla FAA, i proprietari di droni di peso compreso tra 250 grammi e 25 chili devono registrarli attraverso un processo che si svolge online in pochi minuti e al costo irrisorio di 5 dollari. Al momento dell’entrata in vigore del regolamento, non sono stati pochi i privati e le associazioni che hanno ricoperto l’ente regolatore di critiche, mosse soprattutto a causa del fatto che le nuove norme siano state introdotte senza attendere il solito periodo di tempo necessario a raccogliere i commenti degli interessati. Secondo qualcuno, insomma, la FAA avrebbe superato i suoi limiti, ma al di là di questo aspetto c’è da dire che la riforma è stata accolta favorevolmente dalla maggior parte dei consumatori e delle associazioni, che ne hanno intravisto i lati positivi della chiarezza, dell’economicità e della velocità.



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Secondo la FAA, però, la chiave del successo è stato il senso di responsabilità che la registrazione ha instillato nelle migliaia di appassionati che si sono sottoposti al processo. In un comunicato si legge che “Il sistema di regole e registrazione è diretto alle migliaia di hobbysti che hanno un’esperienza scarsa o pari a zero col sistema di aviazione americano. L’agenzia vedeva la registrazione come un mezzo eccellente per dare loro un senso di responsabilità per le loro azioni. L’agenzia voleva che questi appassionati si sentissero parte della comunità aeronautica, voleva che si vedessero come piloti”. E la cosa in effetti funziona, perché in quest’anno sono stati oltre 600mila gli operatori che hanno registrato i propri droni negli USA.

Un altro punto di forza della registrazione è che obbliga chi segue la procedura a superare alcuni quiz sulle regole di base dell’uso responsabile dei droni. “Questo significa, – dice la FAA – che oltre 600 mila operatori ora possiedono le competenze aeronautiche di base per tenere al sicuro sé stessi, i propri amici e i propri vicini mentre volano”. E consideriamo pure che la FAA possiede l’email di tutti i registrati, ai quali invia periodicamente informazioni sulle ultime novità normative, su nuove aree vietate al volo, ma anche tanti consigli utili su come migliorare la propria esperienza di volo.

..e di nuove sfide

Non c’è dubbio che l’atteggiamento della FAA si sia dimostrato vincente. In altri paesi, politiche restrittive poco illuminate hanno costretto gli enti regolatori a tornare sui loro passi dopo aver fatto delle vere e proprie figuracce internazionali (vedi il caso della Svezia che aveva inizialmente vietato l’uso di droni dotati di telecamera).

La strada migliore sembra insomma quella di una progressiva integrazione dei droni negli spazi aerei nazionali, portata avanti in modo graduale e soprattutto intelligente, senza alzare inutili muri che potrebbero solo spingere chi vuole volare a farlo di nascosto, soprattutto senza voltare le spalle a un fenomeno – quello della diffusione dei droni come mezzo di intrattenimento privato – che non solo è inarrestabile ma addirittura corre veloce come non mai. Avranno pensato anche a questo, alla FAA, di fronte ai numeri del mercato interno, che parlano non solo di 1 milione di droni venduti durante le feste di fine 2015, ma anche di vendite triplicate durante gli ultimi 12 mesi. E di fronte a queste informazioni, il sistema di registrazione droni della FAA potrebbe essere sommerso di richieste già nei primi giorni del 2017.

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