ANSV: “L’Emendamento di Capodanno di ENAC non è in linea con il regolamento UE: investigare sugli incidenti dei SAPR spetta solo a noi”

0

Riceviamo dal professor Bruno Franchi, commissario straordinario ANSV (Agenzia nazionale Sicurezza del Volo) e docente di diritto aeronautico nell’Università di Modena e Reggio Emilia. E volentieri pubblichiamo

Egregio Direttore,

FRANCHICon riferimento ai recenti articoli pubblicati da Dronezine inerenti l’art. 29 (Comunicazione di eventi e indagini) del regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” (edizione 2), emendamento 2 del 22 dicembre 2016, mi permetto di rappresentarLe quanto segue, al fine di evitare che tra i Suoi lettori si generino dubbi o errati convincimenti.

Come già segnalato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che vigila sull’ENAC, il citato art. 29, come da ultimo emendato, non è in linea con il regolamento UE n. 996/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle inchieste di sicurezza ed alla prevenzione di incidenti e inconvenienti. Come noto, un regolamento UE è un atto generale e obbligatorio in tutti i suoi elementi; esso è direttamente applicabile, cioè crea diritto la cui osservanza si impone immediatamente in tutti gli Stati membri alla stessa stregua di una legge nazionale e senza alcun intervento ulteriore da parte delle autorità nazionali. Conseguentemente, non ci possono essere norme nazionali che disattendano o siano in contrasto con quelle di un regolamento UE, pena la loro inefficacia.

Ciò premesso, la normativa UE in materia di inchieste di sicurezza è molto chiara e non innesca dubbi di alcun genere per quanto concerne competenze e poteri.

L’autorità competente per le inchieste di sicurezza.

L’art. 4 del regolamento UE n. 996/2010 prevede che le inchieste di sicurezza (quelle cioè finalizzate alla individuazione delle cause di un incidente o di un inconveniente grave) debbano essere condotte da una autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile (in Italia, l’ANSV), posta in posizione di terzietà rispetto al sistema aviazione civile. In altri termini, chi è preposto allo svolgimento delle inchieste di sicurezza non può regolare, certificare, controllare o gestire il sistema aviazione civile, perché se svolgesse una di queste attività non darebbe garanzia di obbiettività ai risultati delle inchieste.

Alle autorità investigative per la sicurezza dell’aviazione civile (in particolare agli investigatori di queste ultime), l’art. 11 del regolamento UE n. 996/2010 attribuisce poteri molto incisivi (ad esempio, accesso immediato e senza restrizione al luogo dell’incidente/inconveniente grave, accesso all’aeromobile anche se sotto sequestro ed al suo contenuto, accesso ai registratori di volo assumendone il controllo, ascolto dei testimoni, ecc.), proprio per consentire a tali autorità di svolgere nel migliore dei modi le inchieste di sicurezza. Tali poteri sono quindi propri ed esclusivi delle autorità investigative per la sicurezza dell’aviazione civile.  

L’ENAC non è una autorità investigativa, ma una autorità dell’aviazione civile e quindi non è in posizione di terzietà rispetto al sistema aviazione civile; tale Ente è tenuto a garantire la sicurezza dell’aviazione civile attraverso i poteri di vigilanza, certificazione, regolamentazione, ispezione e controllo di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 250/1997, non attraverso lo svolgimento delle inchieste di sicurezza.

Inchieste di sicurezza sugli APR.

Limitatamente agli APR, il combinato disposto dei paragrafi 1 e 4 dell’art. 5 del regolamento UE n. 996/2010 prevede quanto segue:

  1. a) obbligo, per le autorità investigative per la sicurezza dell’aviazione civile (quindi per l’ANSV), di svolgere una inchiesta di sicurezza nel caso di incidenti/inconvenienti gravi occorsi ad aeromobili a pilotaggio remoto con massa operativa superiore ai 150 kg;
  2. b) facoltà, per le medesime autorità investigative per la sicurezza dell’aviazione civile, di svolgere una inchiesta di sicurezza nel caso di incidenti/inconvenienti gravi occorsi ad aeromobili a pilotaggio remoto con massa operativa non superiore ai 150 kg, qualora dall’inchiesta sia possibile trarre degli insegnamenti sul piano della sicurezza.

L’art. 5 del regolamento UE n. 996/2010 non delinea, pertanto, il campo di applicazione del regolamento in questione, ma esclusivamente la linea di demarcazione tra obbligo e facoltà di svolgere l’inchiesta di sicurezza.

In ogni caso, la competenza a svolgere le inchieste di sicurezza sugli APR rimane esclusivamente in capo alla autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile (ergo, in Italia, all’ANSV).

Obbligo di comunicazione degli incidenti e degli inconvenienti gravi.

Premesso che per le definizioni di incidente e di inconveniente grave (mancato incidente) si rimanda all’art. 2 del regolamento UE n. 996/2010, tale regolamento, all’art. 9, prevede l’obbligo di comunicare «immediatamente» all’autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile (quindi in Italia all’ANSV) l’accadimento degli incidenti e degli inconvenienti gravi occorsi ad aeromobili (quindi anche agli APR).

L’obbligo di comunicazione è posto in campo alle “persone coinvolte”, cioè ai seguenti soggetti: il proprietario, un membro dell’equipaggio, l’esercente dell’aeromobile coinvolti in un incidente o inconveniente grave; qualsiasi persona coinvolta nella manutenzione, nella progettazione, nella costruzione dell’aeromobile, nell’addestramento del suo equipaggio; qualsiasi persona coinvolta nelle attività di controllo del traffico aereo, nelle informazioni di volo, nei servizi aeroportuali, che abbia fornito servizi per l’aeromobile; il personale dell’autorità nazionale dell’aviazione civile; il personale dell’EASA.

L’art. 9, va evidenziato, non fa alcuna distinzione in relazione alla massa operativa al decollo degli aeromobili, per cui l’obbligo di comunicazione all’ANSV prescinde dal citato parametro. Per le modalità di comunicazione all’ANSV degli incidenti e degli inconvenienti gravi si rimanda al sito web di quest’ultima.

L’obbligo di comunicazione di cui al regolamento UE n. 996/2010 prescinde da quello contemplato dall’art. 4 del regolamento UE n. 376/2014, in quanto i due obblighi, che hanno tempistiche diverse, perseguono finalità diverse e differenti sono i destinatari della comunicazione: l’obbligo di comunicazione di cui al regolamento UE n. 996/2010 (comunicazione immediata, ossia entro 60 minuti dalla conoscenza dell’evento) è infatti strumentale esclusivamente alle esigenze delle inchieste di sicurezza ed alle decisioni di competenza della autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile.

Violazioni del regolamento UE n. 996/2010.

Con il decreto legislativo n. 18/2013 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, n. 48 del 26.2.2013) l’Italia ha dato attuazione a quanto previsto dall’art. 23 del regolamento UE n. 996/2010, prevedendo la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del citato regolamento UE.

Le sanzioni amministrative pecuniarie individuate dal decreto legislativo  sono essenzialmente mirate a costituire un deterrente nei confronti di chi, con il proprio comportamento, arrechi in vario modo pregiudizio allo svolgimento delle inchieste di sicurezza, palesando così insensibilità verso le problematiche della sicurezza del volo e della prevenzione in campo aeronautico.

Tra le violazioni sanzionate c’è anche l’omessa tempestiva comunicazione all’ANSV (entro 60 minuti da quando si abbia avuta conoscenza dell’evento) del verificarsi di un incidente o di un inconveniente grave, in quanto tale omissione può costituire un grave pregiudizio all’assunzione delle decisioni di competenza della autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile nonché al regolare avvio delle inchieste di sicurezza.

L’unico soggetto che per legge è preposto alla irrogazione delle sanzioni per la violazione del regolamento UE n. 996/2010 è l’ANSV (art. 3 decreto legislativo n. 18/2013), in quanto soltanto l’autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile può avere conoscenza se ci sia stata una violazione del regolamento UE n. 996/2010 da parte delle citate “persone coinvolte”. Da evidenziare, da ultimo, che gli importi delle eventuali sanzioni irrogate dall’ANSV sono versati direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.

 

 

2053 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: