L’aeroambulaza del principe William scampa a una collisione con un drone?

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Chissà se stavolta ci hanno visto giusto i piloti inglesi, oppure il presunto drone che in agosto – ma si viene a sapere solo oggi – avrebbe rischiato di travolgere l’elicottero ambulanza di solito pilotato dal principino inglese era il solito sacchetto di plastica portato dal vento, come quello visto dai poco attenti piloti di Heathrow?

Probabilmente non lo sapremo mai, come sono andate sul serio le cose. Quel che è certo è che i media inglesi sono in fibrillazione,  annunciando lo scampato pericolo del principe, che per la cronaca non era nemmeno a bordo dell’elicottero ambulanza che alle 19:45 del 28 agosto ha segnalato di essere passato a 30 metri (98 piedi, dicono con encomiabile precisione i piloti inglesi)  da un drone, mentre volava a quasi 600 metri d’altezza (579, per british precision) sulla zona nord ovest di Londra.

L’elicottero in questione è un Eurocopter 145, in forza all’East Anglian Air Ambulance. Che il coso visto dai piloti fosse un drone francamente ne dubitiamo, con i ferrei controlli che ci sono in Inghilterra non ci immaginiamo come qualcuno possa essere decollato in città e arrivato a una quota così alta (anche in Inghilterra, come in Italia, la quota massima per gli aeromodelli è intorno ai 150 metri).

Comunque sia, i media britannici hanno modo di movimentare una domenica un poco sonnacchiosa con un aneddoto che mescola aeronautica e cronaca rosa e ci accodiamo anche noi, per non essere da meno. Come poi il principe possa aver corso rischi non essendo nemmeno su quell’elicottero, e come un drone da un chilo possa impensierire un elicottero da due tonnellate boh, non ne abbiamo idea, e in questo uggioso pomeriggio non abbiamo nemmeno voglia di domandarcelo. Come brave pecorelle ci accodiamo al coro della stampa d’oltremanica, felicitandoci col real rampollo per essere ancora vivo.

Anche se avevamo promesso a noi stessi di non occuparci più di queste noiose non-notizie delle mancate collisioni, che poi alla prova dei fatti – come dimostra l’inchiesta della FAA americana – quando si gratta un pochino e si va a fondo della faccenda salta sempre fuori, invariabilmente, che non si trattava di un drone.
E anche se ci fosse stata la ghiotta notizia, principe a bordo e cozzo avvenuto, sarebbe stato al massimo un costoso gibollo che tutt’al più avrebbe riguardato il royal carrozziere e l’assicurazione dello sciagurato dronista. anzi, pardon, dronist.

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