DJI: Se non registri il tuo drone sul mio sito, ti metto il guinzaglio

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DJI è preoccupata dell’uso incosciente dei suoi droni e dello scarso rispetto di chi vola per le leggi nazionali. E prende il toro per le corna: da oggi in poi se il drone non viene registrato sul sito web del produttore cinese, le prestazioni diventano minime: massimo 30 metri di quota, 50 metri di raggio e viene disattivato il feed video in tempo reale. Così niente volo in prima persona e controllare la ripresa diventa impossibile.

Se in America è scattata la battaglia legale contro la registrazione alla FAA, l’ENAC a stelle e strisce, dei droni e degli aeromodelli, sarà ben più difficile scampare alla registrazione commerciale, quella sul sito DJI.



Il potentissimo produttore cinese, di fatto monopolista nel settore dei droni prosumer, annuncia che con il prossimo aggiornamento  del software di volo, che scatterà il prossimo weekend,  se il proprietario non si registra presso il sito DJI il drone non andrà da nessuna parte. Il raggio d’azione, normalmente di sette chilometri, viene portato a soli 50 metri e la quota massima da 150 scende a 30 metri. Insomma, abbastanza per provarlo nel giardino di casa ma  niente di più. Inoltre, la camera non trasmette il video in tempo reale, rendendo impossibile il volo in prima persona (FPV) e anche controllare la ripresa video.

Tutte le macchine DJI richiederanno l’aggiornamento, salvo le centraline standalone A3 ed N3.

Un atto di forza che è il primo passo per creare dei geofencing basati sulle diverse regolamentazioni nazionali, in modo da far rispettare , per amore o per forza, le diverse restrizioni locali: per esempio lo spazio interdetto al volo nei prossimità delle carceri inglesi o le CTR aeropoertuali in Italia, anche se tutto ciò è ancora da venire e DJI si affretta a spiegare che nulla cambia per il momento nei limiti imposti dal software per il volo. Naturalmente la registrazione al sito DJI non ha nulla a che vedere con le registrazioni obbligatorie richieste da certe nazioni, come per esempio dalla FAA che negli USA obbliga tutto a registrarsi, professionisti e amatori, sul proprio sito o la registrazione dei SAPR (i droni usati per lavoro)  obbligatoria in Italia.

Per il momento, gli unici clienti che non sono obbligati a registrare il drone sul sito DJI sono i cinesi.

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