Recensione DJI goggles, occhiali LCD per pilota e passeggero di droni

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Abbiamo testato i goggles prodotti da DJI Innovation che forniscono una chiara visione di ciò che viene trasmesso dalla telecamera di bordo di un Mavic, un Phantom 4, un Inspire o eventualmente altri velivoli della casa asiatica, che in un prossimo futuro utilizzino il sistema di trasmissione Ocusync.

Un primo commento e le caratteristiche tecniche di questi occhiali che a dire il vero sembra un vero e proprio caschetto, lo potete trovare qui. Lo scorso giovedì in occasione della presentazione del piccolo drone da sellfie DJI Spark, abbiamo avuto l’occasione di indossarli e testare con mano, anzi vedere con gli occhi quello che si può ricevere da questo concentrato di tecnologia indossabile.

A prima vista, non assomigliano per nulla agli occhiali per FPV a cui da anni siamo abituati, hanno una certa somiglianza con i caschetti usati dai piloti di drone FPV Racing, ma sono comunque ancora più imponenti, grazie al cerchio bianco da abbinare al visore vero e proprio.

Questa “aureola” di plastica, possiede nella parte posteriore un rotella che regola senza difficoltà la circonferenza del cerchio, permettendo di essere indossata da tutte le scatole craniche dei piloti. Con un semplice gesto, dopo aver effettuato questa prima regolazione, si incastra ai DJI goggles che potranno essere tenuti in posizione alta: in modo da vedere e osservare il mondo circostante e il volo del drone.
Oppure in posizione abbassata: per avere una “esperienza immersiva” – giusto per usare alcuni  termini che vanno tanto di moda in questi tempi.
Attributi lessicali a parte, non è sbagliato ne parlare di “esperienza” ne tanto meno di “immersione” data la qualità del flusso video e dell’audio riprodotto dagli altoparlanti.

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I goggles chiudono in effetti ogni singolo spiraglio di luce e lo lasciano all’esterno, anche in giornate estive e perfettamente assolate come quella dell’altro giorno. E la stessa visione è veramente ottima. Si sono potuti apprezzare davvero con entusiasmo le immagini trasmesse in diretta da un Mavic che gironzolava nei paraggi.
La nostra funzione è stata quella del passeggero, ovvero ci godevamo il panorama, mentre un altro pilota a vista controllava il quadricottero pieghevole. Rispettando quindi perfettamente le attuali normative che vietano il pilotaggio in prima persona, quello che tecnicamente si chiama FPV First Person View.

Head Tracking, muovere la telecamera di bordo come se si osservasse fuori dal cockpit

I DJI goggles permettono tra le altre features, di controllare il movimento della camera di bordo del Mavic, con un sistema che si chiama Head Tracking.
Per i decani del FPV questo sistema è ben conosciuto e utilizzato addirittura 10 anni fa, Nel 2007 infatti, si usavano apparecchietti con giroscopi e accelerometri, da installare sopra agli occhiali da FPV e che collegati al radiocomando permettevano alla telecamera di bordo di muoversi con l’ausilio di due piccoli servocomandi.

Il funzionamento era molto semplice e simile. Tuttavia oggi il progresso della tecnologia permette di evitare i cavi che che provenivano dallo “scatolino” situato vicino agli occhiali LCD sopra alla testa e andavano al ingresso trainer del radiocomando che governava il drone e tutto i comandi adesso, vengono impartiti in modalità wireless senza fili.

Ovviamente, nonostante i claim di DJI che dichiara che il LAG ovvero la latenza del segnale ricevuto sia molto bassa, non veramente possibile pilotare in FPV, specialmente ad alte velocità o dove sia necessario comunque un riscontro immediato di dove si stia dirigendo il velivolo a pilotaggio remoto. La trasmissione digitale, permette un migliore qualità, senza ombra di dubbio, ma la costruzione e la decodifica dei pacchetti di bit e bytes che arrivano via radio richiede qualche millisecondo. Tale ritardo, per ora inevitabile, si chiama proprio Lag o latenza.

Muovi la testa e fai virare il drone a destra o a sinistra

Nonostante questo ritardo, pilotando lentamente o solo apprezzando il panorama osservato da un altro punto di vista. l’esperienza ricavata è davvero notevole. Tra l’altro in una successiva modalità di volo è possibile con il movimento della testa, far muovere  la telecamera presente sul drone, ma proprio il drone stesso inviandogli la direzione e quindi se virare a destra o a sinistra.

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Sulla parte destra dei DJI goggles è presente una zona touchpad, simile ai dispositivi di puntamento presenti su molti computer portatili che  permette di modificare tutta una serie di configurazioni con una conferma di  ritorno in sovra impressione video sui due display LCD.
Impartire quindi ordini diversi al robot volante di casa DJI è possibile senza togliersi i goggles, davvero una bella comodità. Se vogliamo trovare un difetto a questo sistema è quello che spesso muovendo o adattando i DJI goggles, è facile sfiorare la zona del touch quindi modificare il menu o alcuni parametri. Bisogna imprimersi mentalmente nella memoria dove si trovi ed evitare quella zona quando si maneggiano.

Visione ottima anche per chi porta gli occhiali

Distanza interpupillare regolabile, una altra bella comodità. Non tutti gli occhi degli essere umani sono alla stessa distanza e questa funzione permette di tenere i due display LCD situati all’interno dei DJI goggles, perfettamente centrati sulle pupille di chiunque.
Possibilità di indossare gli occhiali da vista
Inoltre coloro che hanno qualche difetto visivo e necessitano degli occhiali, potranno indossarli anche all’interno dello schermo, data la presenza di due scanalature laterali.
Non dovranno essere montature eccessivamente imponenti, ma comunque ci stanno quasi tutte ed è ovviamente una cosa molto gradita.

Il prezzo? Abbastanza sostenuto

Tecnologia, comfort e qualità del segnale ricevuto, tutte cose da apprezzare e che come contropartita hanno un costo. Un prezzo che si aggira sui 549 euro che detto fra noi possono non essere pochi, ma come noto, se si vuole il meglio, bisogna mettere mano al portafoglio.

 

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