Lily fatta a pezzi e svenduta per 750 mila dollari dopo il fallimento del suo drone

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Solo briciole, 750 mila dollari in tutto: questo è quanto i curatori fallimentari hanno racimolato dalla vendita delle spoglie di Lily Robotics, l’azienda americana che ha provato a fare concorrenza a DJi ma è riuscita solo a fare un pasticcio e ingannare i consumatori.

Cala il sipario sulla vicenda industriale di Lily, ed è un finale amaro: solo 750 mila dollari per quel che resta di un’azienda che ha  incassato 34 milioni di dollari e 60 mila preordini del suo drone, promesso ai consumatori (paganti) ma mai consegnato. Lily è stata spaccata in due: una entità piuttosto misteriosa, LR Acquisition, si è portata a casa per 450 mila dollari i brevetti e il know how, compresi 70 prototipi del drone che non ha mai visto la luce. Mentre  Mota, un’azienda attiva nel settore droni a San Jose in California, con 300 mila dollari si è portata a casa i diritto del marchio Lily, compresi gli elenchi dei clienti.

LR Acquisition ha battuto sul filo di lana un’offerta da 250 mila dollari di GoPro, che pure avrebbe beneficiato assai dei brevetti di Lily, visto che il suo drone Karma è molto arretrato proprio su quello che avrebbe dovuto essere il cuore tecnologico del Lily, e cioè il volo automatico. Ma potrà probabilmente comperarseli da LR Acquisition, se sarà ancora interessata e se si chiarirà chi è in effetti la misteriosa LR Acquisition: potrebbe essere un tentativo dello stesso fondatore di Lily, Antoine Balaresque, di rimettere in piedi la sua azienda, ma sono solo ipotesi, per ora si parla solo di contatti professionali tra il dirigente francoamericano e LR Acquisition.

Chiusa la vicenda industriale, resta aperta, anzi apertissima la vicenda giudiziaria. Il confine tra semplice fallimento e la bancarottain questo caso è molto labile, e a tenere fuori da pesanti conseguenze giudiziarie Balaresque e soci sarà anche a possibilità di rifondere i clienti inferociti, che  secondo l’accusa potrebbero essere stati ingannati dai video fraudolenti in cui si mostravano le caratteristiche di videoripresa e volo di Lily, ma che secondo le accuse sarebbero stati girati con materiale DJI e GoPro.

Lily chiedendo l’amministrazione controllata si è impegnata a rifondere 38.4 milioni a 61.450 clienti, ma finora solo metà di loro ha avuto indennizzo. In teoria Lily dovrebbe avere i mezzi per i rimborsi, visto che il denaro ricevuto dai preordini non è stato usato per far funzionare l’azienda, ma con il fallimento Lily si vede accerchiata da molti altri creditori, tra dipendenti, fornitori, subappaltatori e naturalmente banche. E non è che con 750mila dollari in più farà molta strada.

 

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