Canada: la bozza del nuovo e più rigido regolamento scatena le critiche del mondo dei droni

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Nemmeno 4 mesi dall’ultimo ritocco alla normativa dei droni ricreativi, ed ecco che il Canada ha già prodotto una nuova bozza di regolamento. D’altronde lo sappiamo bene, le authority che regolano lo spazio aereo civile fanno fatica a stare dietro ai droni, e così si lavora senza sosta nel disperato tentativo di tenere il loro passo. Il problema è che, nonostante questa costante rincorsa sia iniziata ormai da qualche anno, le autorità legiferanti in materia dimostrano di non aver ancora compreso il ruolo che i droni finiranno inevitabilmente col ricoprire nella società di domani, col risultato che invece di accompagnarne il volo con regole chiare e sagge, finiscono per concentrarsi di più sol loro (nemmeno troppo simbolico) abbattimento.

È proprio il caso di Transport Canada, l’ente normativo canadese equivalente alla nostra ENAC, che nella bozza del nuovo regolamento (a disposizione di tutti gli interessati a questo indirizzo) ha formulato delle restrizioni che hanno sollevato critiche da ogni parte della ormai ampia comunità mondiale dei droni. Tra questi, ovviamente, anche il colosso cinese DJI, che da anni collabora anche con gli enti normativi al fine di rendere più sicuro e responsabile l’uso dei droni in futuro.

“Mentre DJI è soddisfatta che alcune restrizioni operative siano state alleviate, le regole della bozza così come sono scritte potrebbero significativamente limitare l’uso sicuro e responsabile dei droni”, si legge in una nota dell’azienda di Shenzen. “Queste regole renderebbero anche più difficile per gli imprenditori e gli innovatori canadesi sviluppare nuovi modi di usare i droni per business, formazione, agricoltura e sicurezza pubblica, lasciando che il Canada resti indietro nel realizzare i benefici dei droni”.

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Il più evidente problema delle nuove regole proposte, dice DJI, è che non fanno distinzione tra operazioni professionali e ricreative, il che significa che anche chi volesse giocare con un drone giocattolo nel giardino di casa dovrebbe seguire le stesse regole di chi fa volare una flotta di droni professionali.

Brendan Schulman, Vice Presidente di Policy e Affari Legali DJI, ha individuato in particolare 3 punti della bozza, contenenti delle proposte che sembrano davvero retrograde.

  • Assicurazione obbligatoria per ogni drone che pesa oltre 250 grammi
  • Divieto di volare a meno di 100 piedi (poco più di 30 metri) di distanza dalle persone
  • Richiesta ai produttori di droni di certificare i loro prodotti in base a degli standard (tuttora indefiniti) prima che essi possano essere usati per certe operazioni

A proposito di queste proposte, Schulman afferma che “Le nuove restrizioni relative alle aree con edifici colpiranno in pratica ogni individuo, e impediranno a milioni di canadesi di realizzare il pieno potenziale dei droni”, mentre è chiaro che l’ultimo dei 3 punti caricherebbe sulle spalle delle aziende un fardello che finirebbe per pesare soprattutto sui produttori più piccoli.

Come sempre in questi casi, la prassi vuole che la bozza prima resa pubblica per raccogliere commenti e critiche, per le quali c’è tempo fino al prossimo 13 ottobre.

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