La svolta di Parrot verso i droni professionali – intervista esclusiva a Chris Roberts

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Parrot entra nel mercato professionale senza rinunciare all’estrema semplicità e praticità d’uso che contraddistinguono i droni francesi. Grazie a software potentissimo e hardware specializzato, BeBop e Disco diventano convincenti macchine professionali. Ne parliamo con Chris Roberts, responsabile marketing globale di Parrot, con un occhio speciale al nostro paese.

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Usare il BeBop 2 per l’aerofotogrammetria, o il Disco per l’agricoltura è facile e garantisce risultati professionali molto convincenti nonostante la semplicità e il basso costo delle piattaforme volanti. Certo, ci sono macchine per l’aerofotogrammetria ben più potenti e complete del BeBop 2 Professional, o piattaforme per l’agricoltura di precisione ben più performanti del Disco Pro AG, ma la carta che gioca il produttore francese è l’economia e la facilità d’uso: chiunque senza nemmeno saper pilotare può ottenere in pochi minuti in modello 3D completo di una costruzione o qualsiasi altra cosa con il BeBop 2 pro, o avere in un’ora le mappe di vigore del suo campo agricolo con il Parrot Disco Pro AG. Risultati concreti in una manciata di minuti, del tutto automaticamente e con pochissima spesa: con questa idea semplice  ma  a nostro parere geniale, i droni francesi scardinano le regole del gioco e portano sul mercato quello che mancava, una soluzione “tutto in una scatola” economicissima per cominciare a usare i droni nel proprio lavoro. Poi se i risultati convincono, e viene voglia di qualcosa di più performante, beh, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’importante è rompere il ghiaccio. Ne parliamo con Chris Roberts, australiano, a capo del marketing della multinazionale francese.

E dunque Parrot, un produttore noto e apprezzato di droni da divertimento, ha deciso di potenziare le sue macchine di livello hobbistico con software e hardware specializzato, di grado industriale, per entrare nel mercato professionale. Come mai?

chrParrot ha tutti gli ingredienti per sviluppare soluzioni di alto livello “end to end” alla clientela professionale: piattaforme volanti, sensori avanzati, software per il data processing, consulenza e servizi. Così stiamo proponendo per la prima volta “all in one business solutions” per piccole e medie aziende e terzisti nei mercati agricolo, AEC & Public Safety. In un solo kit completo mettiamo la comprovata esperienza di Parrot nei droni consumer (con le necessarie modifiche), aggiungiamo sensori di precisione, software di navigazione e controllo e software di analisi dei dati raccolti durante il volo. Il risultato è quello di offrire strumenti di lavoro multi-purpose agli agricoltori, aziende edili, architetti, agenzie immobiliari e servizi pubblici e di emergenza. 

Finora nell’universo Parrot i droni professionali erano esclusivo appannaggio della consociata SenseFly, non temete che ora ci sarà concorrenza in casa?

senseflyStiamo creando un nuovo range di soluzioni business nel segmento Prosumer, che sta a metà strada tra droni consumer e professionali, con un range di prodotti chiaramente differenziati e diversi target di mercato. Le soluzioni Parrot “All in one” per professionisti si propongono come come opzioni entry level per organizzazioni piccole e medie e professionisti che cercano soluzioni convenienti e affidabili che possono essere usati personalmente. Mentre altre aziende del gruppo Parrot si rivolgono a organizzazioni più grandi che hanno bisogno di hardware  a livello enterprise, software agile e servizi ad alta precisione, oltre che soluzioni personalizzate. 

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A proposito del mercato italiano, uno dei prodotti che ci hanno convinto di più è il Disco agricolo: a nostro parere la soluzione ideale per la realtà del mondo agricolo italiano, dove ci sono moltissimi piccoli appezzamenti che producono cibo di lusso nelle filiere Dop. Che piani avete per il Disco agricolo?

Il Disco pro G è stato creato sulla base delle esigenze degli agricoltori. Non è solo un drone facilissimo da usare per ottenere dati dall’alto  – e che possono essere analizzati velocemente dopo l’atterraggio – per aiutare l’agricoltore a intervenire dove necessario, ma è anche uno strumento multifunzione. Grazie alla camera frontale, oltre alla generazione di mappe di vigore il Disco AG può essere anche usato per ispezioni rapide e ricognizioni veloci su campi coltivati, bestiame e infrastrutture. Qualsiasi soluzione business che aiuta a risparmiare tempo e migliorare la produttività è un grande beneficio. 

Vero, ma per la legge italiana sui droni l’uso del Disco in missioni agricole richiede l’attestato di pilota remoto, ed essendo il Disco un ala fissa richiede l’attestato L/Ap o VL/Ap, e sono poche le scuole che offrono questo certificato, dal momento che i multicotteri (L/Mc e VL/Mc) sono molto più diffusi. Come farete a formare i piloti per il Disco?

Effettivamente in Italia ci sono molte scuole di volo. Stiamo creando partnership strategiche con scuole chiave in tutto il vostro Paese, per assicurarci che abbiano accesso al Parrot Disco AG e di conseguenza possano offrire training adeguato ai piloti. 

Eccetto un gruppetto di giovani agricoltori un poco nerd, affascinati dalla tecnolgia, il mondo agricolo italiano è in larga parte formato da agricoltori anziani e piuttosto conservatori. Come pensate di raggiungerli e convincerli a guardare i loro campi dal cielo? 

Benché l’agricoltura in molti Paesi è un’industria tradizionale con profonde radici nella tradizione, oggi sempre più agricoltori stanno abbracciando la tecnologia per migliorare l’efficienza del loro lavoro. In Italia vediamo già una tendenza emergente di “smart farmer”, che per esempio si affidano alla tecnologia per l’irrigazione. Creeremo delle sinergie con partner specializzati nel mondo agricolo per raggiungere le fattorie italiane. 

Per il Disco, e ancor più per il BeBop 2, ci sono alcune questioni che dovrebbero essere affrontate e risolte da Parrot per venire incontro alle richieste dei professionisti italiani. Oggi come oggi, ogni Paese europeo ha le sue regole, e in Italia ce ne sono alcune uniche che non hanno corrispondenti in altre Nazioni, per esempio la normativa sui droni inoffensivi, dalla quale il BeBop 2 è escluso perché pesa troppo, mentre il Disco è fuori perché non ha un paraelica. Che politica avete sulla localizzazione dei vostri droni per venire incontro alle diverse normative nazionali?

bebop 2 fpv skycontroller 2 2In Parrot abbiamo team specifici nella maggioranza dei mercati in cui siamo presenti, Italia compresa. Questo proprio per garantire che possiamo supportare localmente ogni mercato specifico. I feedback che riceviamo dal mercato  ci consentono di localizzare i prodotti in termini di lingua, regole nazionali, prodotto, marketing, supporto eccetera. Continueremo con questa strategia anche per le linee professionali, e il team di Parrot Italia darà un supporto indispensabile al mercato italiano. 

Il BeBop 2 per permettere a tutti di fare modellazione 3D, il Disco che fa da solo le mappe di vigore, entrambi senza bisogno di saper pilotare. Sono ottime idee, ma si scontrano con la nostra normativa: il quadricottero pesa troppo per poter essere inoffensivo, quindi richiede un (costoso) brevetto per pilotarlo, mentre il Disco AG non avendo una protezione per l’elica non è inoffensivo, quindi avrà pesanti limitazioni d’uso in molti campi, per esempio se sono vicini a una strada o se sono in ambiente urbano. Farete qualcosa per renderli più “Enac-Friendly”?

Prendiamo molto sul serio ogni feedback e le regolamentazioni specifiche di ogni mercato. 

id548904_1Chris, non credere di cavartela così facilmente: sappiamo che fare un beBop 2 sotto i 300 grammi solo per il mercato italiano è una richiesta impegnativa, ma questo è quello che chiedono i professionisti italiani. Cosa gli rispondiamo concretamente?

Il BeBop 2 in tutte le sue varianti ha dato prova di essere leggero, facile da usare, super stabile, agile e robusto. Oggi le limitazioni di peso variano troppo da Paese a Paese, ma teniamo conto della richiesta.

Tra le applicazioni professionali ci pare che Parrot abbia “dimenticato” proprio quella che probabilmente è la più diffusa, e cioè le videoriprese professionali aeree. Vedremo mai una camera 4K sul Bebop e/o sul Disco?

Oggi lanciamo soluzioni business basate sui prodotti Parrot, certamente le necessità dell’industria si muovono rapidamente e noi in Parrot continuiamo a innovare e portare più soluzioni sul mercato. 

Ok, non ci puoi rispondere, comprendiamo. Ma allora dicci cosa bolle in pentola per il BeBop3: possiamo augurarci che sia in linea con la futura regolamentazione europea EASA, quindi che peserà meno di 250 grammi? E magari lui sarà a 4K?

Basta vedere com’è cambiata l’industria dei droni dal 2010, quando abbiamo lanciato il BeBop 1 per capire che il futuro sarà eccitante. Oggi presentiamo un inedita flotta di soluzioni professionali “all in one”, abbiamo la grande opportunità di costruire questo nuovo segmento e assicuriamo che forniremo soluzioni al mondo business che possano portare efficienza, sicurezza e rendere più facile il lavoro.

Insomma tra risposte e anche diverse non-risposte, Chris Roberts ci fa una promessa che ci annotiamo sul libro nero di DronEzine: quella di far sì che le richieste e le necessità, anche normative, dei professionisti italiani che intendono abbracciare le soluzioni Parrot verranno prese in seria considerazione.

Ci auguriamo davvero che sia così, e auguriamo a Parrot un buon lavoro: le premesse ci sono, i prodotti sono efficaci, economici e completi. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare per dare le ali (o le eliche) ai coltivatori, agli architetti, all’edilizia italiana. Noi la lista dei desideri l’abbiamo presentata a Parrot, vediamo se riceveremo carbone o una bella sorpresa sotto l’albero.

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