Droni per tutelare i siti archeologici in Giordania

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Il saccheggio costante dei siti archeologici in Giordania ha sviluppato l’idea in alcuni archeologi di monitorare lo stato di manutenzione di alcuni siti di importanza storica che sono costantemente depredati da commercianti senza scrupoli.

In Israele una rigorosa legge vieta la vendita di manufatti trovati dopo il 1978, ma i predoni usano l’escomotage di pre datare i loro ritrovamenti. Molti siti archeologici sono a rischio, scavati senza pietà da questi abusivi, in particolare quello chiamato Fifa , che contiene più di 10.000 tombe dell’Età del Bronzo, braccialetti di conchiglie , una vasta necropoli che alcuni archeologi associano con Sodoma e Gomorra,  senza contare materiali preziosi quali perle e ceramica.

Questo traffico globale di manufatti ritrovati in Terra Santa ha spinto Austin ” Chad ” Hill , un archeologo e pilota di drone che collabora con l’archeologo Kersel della Università del Connecticut, a effettuare divesi voli con un drone ad ala fissa munito di telecamera ad alta definizione per mappare il territorio e avere una situazione aggiornata.

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A onor del vero, va detto che il velivolo utilizzato è uno SkyWalker 1680 che seppur dotato di GPS e sistema semi autonomo di volo, rientra nella categoria degli aerei a pilotaggio remoto, Verrebbe quasi da classificarlo come un semplice aero modello radiocomandato evoluto, ma dato il suo nobile scopo e l’utilizzo in aree privi di rischi per la sicurezza umana, possiamo definirlo drone.

fonte; National Geographics

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