Come ti investigo sugli incidenti stradali con un Mavic

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Sebbene i droni siano fatti per volare liberi nel cielo, un destino beffardo sembra volerli tenere concentrati su quello che succede a terra, anche e soprattutto sulle strade.

Abbiamo già visto come siano stati impiegati lungo le (auto)strade francesi per segnalare veicoli che non rispettano il codice della strada (sorpassi a destra, superamento dei limiti di velocità, etc), ma qualcuno li usa con successo anche per le investigazioni e le ricostruzioni successive agli incidenti stradali. Perché? Perché si risparmia un sacco di tempo (e quindi di denaro), ma anche perché la prospettiva offerta dall’alto riesce a cogliere i diversi aspetti di cui le persone coinvolte, a causa dello shock o quantomeno dello stato di agitazione, non riescono a rendersi conto.

Vi siete mai trovati a dover rappresentare la dinamica di un incidente facendo il classico disegnino sulla “Constatazione amichevole di incidente”? In una situazione del genere, al di là del far valere le proprie ragioni, la percezione delle direzioni e delle distanze tra i veicoli e i punti di riferimento stradali è spesso completamente diversa tra gli individui coinvolti. “Solo una piccola percentuale di persone sono in grado di stare dentro alla scena di un incidente e riuscire a immaginarla correttamente vista dall’alto“, commenta Stan Bezuidenhout, legale specializzato in incidenti stradali, a capo dell’azienda sudafricana IBF Investigations, che collabora con le forze dell’ordine, con agenzie assicurative e con il Dipartimento di Giustizia.

Stan Bezuidenhout

Stan Bezuidenhout usa i droni nelle indagini e ricostruzioni di incidenti stradali.

Per fortuna ci sono i droni, che Stan ha introdotto nelle sue indagini e ricostruzioni di incidenti stradali. Nel suo lavoro Stan segue un protocollo di 124 punti che includono tutto ciò che deve essere fatto per raccogliere le prove e i dettagli dell’incidente in vista della causa in tribunale. L’airbag si è attivato? La cintura di sicurezza era stata allacciata? I danni riguardano solo le vetture o coinvolgono anche l’ambiente circostante? Non si può sapere cosa verrà fuori in aula, senza contare che la scena di un incidente stradale è potenzialmente anche una scena del crimine. Per questo non va lasciato nulla al caso, e un’indagine standard richiede circa 200-250 fotografie per automobile.

Per ricostruire le dinamiche di un incidente, oggi esistono software molto avanzati, ma la raccolta dei dati non è semplice come sembri. Fino a poco tempo fa, l’azienda di Stan utilizzava dei sistemi laser in 3D, ma si trattava di una soluzione costosa e problematica, perché richiedeva la presenza sul campo di più esperti e poteva richiedere anche fino a 3 ore, non il massimo in mezzo ad un incrocio bloccato. La soluzione è stata passare ai droni, prima sofisticati e poi sempre più piccoli e semplici, fino addirittura al DJI Mavic, che offre evitamento di ostacoli, video in 4k e range di controllo più che abbondante. Per Stan, la svolta. E poi con un drone piccolo e veloce riesce a svolgere tutto in pochi minuti. L’autonomia di volo non è un problema, perché Stan sostiene che se la scena è così complessa da richiedere oltre 10 minuti, significa che il caso è troppo complicato per essere affrontato solo col drone.

Certo, tutto questo avviene in Sudafrica ed è davvero difficile, al momento, immaginare scene del genere per le strade americane o peggio ancora nostrane, ma l’avvento di modelli ad uso ricreativo sempre più performanti, più leggeri, più sicuri e meno offensivi, assieme a regole meno rigide, renderanno forse i droni gli strumenti standard per investigare e ricostruire, in futuro, il contesto e i dettagli non solo degli incidenti stradali, ma anche quelli di una scena del crimine.

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