Grande successo del progetto pilota in Kenya con droni anti bracconaggio

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masai mara, kenya

Il Kenya ha terminato con successo un progetto pilota che utilizzava i droni nella lotta contro il bracconaggio selvaggio nei parchi nazionali. Questo test ha permesso di salvare il 96% della fauna per la maggior parte composta da elefanti e rinoceronti.

Dal 2012 ad oggi il Kenya ha perso più di 400 animali tra rinoceronti ed elefanti, solo nel 2014 gli spietati bracconieri spinti da una richiesta illegale di avorio, hanno ucciso 18 rinoceronti e 51 elefanti.

Inevitabile quindi cercare di porre fine a questo ingiusto massacro usando se possibile, anche la moderna tecnologia dei droni civili a scopo di monitoraggio e dissuasione.

Tali progetti sono in essere anche in Namibya nel Parco nazionale Etosha e in Sud Africa nel Parco Nazionale Kruger dove è stato persino istituito un premio per salvare un rinoceronte.

Durante questo progetto pilota Paul Udoto, portavoce del Kenya Wildlife Service (KWS), ha dichiarato: «L’uso di droni ha dimostrato che possiamo prevenire il bracconaggio e arrestare molti bracconieri sulle loro tracce Il progetto pilota è stato un successo e stiamo lavorando con numerosi partner, tra cui la polizia del Kenya, il National Intelligence Service, l’Interpol, e igoverni della Tanzania e dell’Uganda.»

Per questioni di sicurezza, non ha volutamente nominato il parco nel quale sono stati condotti questi test pilota, usando droni civili contro i bracconieri.

Questo esperimento più di 100 milioni di dollari è stato finanziato in parte dal Kenya, ma anche dai governi di Stati Uniti, Canada, Paesi Bassi e Francia.

Udoto prosegue dichiarando che «A parte droni, stiamo acquistando più attrezzature come armi da fuoco, giubbotti antiproiettile e visori notturni. E’ prevista anche formazione dei nostri ranger e reclutamento di nuovi».

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