Drone incastra coltivatori di marijuana nel padovano

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Ancora una volta il loro punto di vista privilegiato ha fatto la differenza in un’indagine, un vantaggio che consente ai droni di conquistare un ruolo sempre più centrale tra gli strumenti imprescindibili delle forze dell’ordine italiane. Un’adozione di successo che segue – seppur con numeri finora molto più esigui –  il trend dell’uso dei droni da parte delle FF.OO. americane.

Senza l’aiuto di telecamere appostate e soprattutto di un drone, che per giorni ha filmato e fotografato la scena producendo le prove necessarie, i carabinieri di Carmignano di Brenta non sarebbero mai riusciti ad incastrate due coltivatori di marijuana nei pressi di San Pietro in Gu, in provincia di Padova.

Franco Nocera e Gianluca De Giglio, questi i nomi dei due salernitani arrestati per coltivazione e possesso di stupefacenti, avevano allestito una coltivazione di marijuana tanto ben organizzata (150 piante della varietà Amnèsia, con tanto di impianto di irrigazione professionale), quanto difficile da scovare, nascosta in un’area di campagna raggiungibile solo attraverso sentieri con vegetazione fitta e intricata, tant’è che l’attività illegale è stata scoperta solo per caso dai carabinieri forestali di Cittadella durante un servizio antibracconaggio.

In una zona così isolata, la parte difficile è stata riuscire a raccogliere le prove senza destare l’attenzione dei due coltivatori, un’operazione delicata che difficilmente sarebbe stata portata a termine senza il contributo del drone.

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