La bomba a orologeria del regolamento Easa

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Siamo di nuovo sospesi, in attesa di leggi che cambiano: l’attesa delle regole europee, che non arriveranno certo nel 2018 come si racconta, significa che si creano meno piloti, meno operatori e i tanti che vorrebbero buttarsi nella sfida dei trecentini sono fermi aspettando le future regole Easa, di cui però si sono perse le tracce tra le secche dell’euroburocrazia. Intanto sta per arrivare un nuovo emendamento da Enac.
Buon Natale.

novembre c’è stato un brusco stop delle registrazioni di nuovi operatori di Sapr nei registri Enac: solo 232, contro i 320 di ottobre. Manca un terzo abbondante di nuovi operatori, volatilizzati in un mese. Certo, c’entra anche l’inverno che arriva e si porta via la voglia (e la possibilità) di volare, ma la verità è che in tanti aspettano, come bambini sotto l’albero, la magia del futuro regolamento Easa, che crea molte aspettative e molti timori, ma di cui al momento si sono perse le tracce nei meandri dell’euroburocrazia.

Complice anche la stampa generalista, che con un ottimismo davvero incomprensibile ha strombazzato ai quattro venti che nel 2018 si sarebbe materializzato l’euroregolamento sui droni, ignorando (o facendo finta di ignorare, il che è molto peggio) che in realtà le cose vanno a rilento, che i tempi si allungano, che già si parla di 2019 se non di 2020. Intanto  le scuole sfornano meno piloti, chi vorrebbe cominciare a lavorare senza patentino sfruttando i superpoteri dei trecentini aspetta per vedere se con le regole europee non faranno come la kriptonite sui poteri di Superman, l’industria non sa che pesci pigliare.

Naturalmente c’è chi ne approfitta, Sergio Barlocchetti nel suo LinkLoss racconta nek prossmo numero di DronEzine Magazine, che arriverà lunedì prossimo 4 dicembre, il caso di un drone apparso in un negozio milanese che – secondo il venditore – sarebbe già in regola con Easa, quindi in pratica chi l’ha fatto garantisce che risponde a un regolamento tecnico che non esiste ancora, che rispetta decisioni che non sono state ancora prese e norme che devono essere ancora discusse. Complimenti alla sfera di cristallo. 

Benvenuti nel mondo dell’aeronautica: chi lo pratica da tempo sa bene che è assolutamente normale che i tempi di approvazione delle norme si allungano spessissimo a dismisura, anche quando si tratta di regolamenti nazionali, figuriamoci quando si devono mettere d’accordo le teste di un intero continente.

La regolamentazione aeronautica, a qualsiasi livello, tipicamente si muove su un tortuoso schema di stop-and-go: si fanno annunci, si raccolgono pareri, poi non succede nulla per mesi, spesso per anni, poi improvvisamente la bomba esplode di colpo con decisioni che arrivano improvvise e spiazzano una intera industria.

Succede per gli aeroplani, figuriamoci per i droni: in molti ricorderanno l’emendamento di Natale di due anni fa, quando l’obbligo improvviso dei paraeliche per i trecentini ha spiazzato i coraggiosi pionieri che modificavano i (pesantissimi) BeBop 1 costringendoli a ripartire daccapo dal giorno alla notte, con il telefono rovente per le chiamate degli inferociti clienti.

Gli stop and go non sono frutto di capriccio, ma di scelte politiche e tecniche anche condivisibili: in un mondo dove l’innovazione tecnologica è ancora così tumultuosa come il nostro, gli stessi enti regolatori sono riottosi a entrare nel dettaglio con norme che potrebbero rendersi obsolete nel giro di mesi se non di settimane. Per esempio, il regolamento Easa (e anche quello Enac) cita e regolamenta il geofecing, e chi poteva anche solo immaginarlo nel 2014, anno del primo regolamento Enac, quando il geofencing non esisteva proprio, neanche come ipotesi? 

Le norme cambiano, ormai l’abbiamo capito. Non ha molto senso aspettare che ciò avvenga prima di investire, perché tanto poi cambieranno di nuovo. Questa è la regola del gioco. Ah, a proposito: è in arrivo, questo sì a breve, un nuovo emendamento Enac. Allacciate le cinture.

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