ENAC e i droni giocattoli: il “regalo di Natale”?

0

Come oramai abitudine consolidata, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, nel periodo natalizio rinnova, aggiorna e in alcuni casi cambia sostanzialmente le regole del volo per il pianeta dei dronisti nel mese di dicembre.

In verità si tratta di una battuta abbastanza scontata, l’autorithy nazionale emette aggiornamenti, emendamenti e revisioni in qualsiasi periodo dell’anno.
In questo  dicembre 2017, sono cambiate le  “Regole dell’Aria Italia” le famose RAIT che sono aggiornate alla Edizione 3 Emendamento del 1 del 17 novembre 2017.
Ecco il link diretto alla pagina ufficiale di ENAC per lo scaricamento del documento.

Tali regole che entreranno in vigore il prossimo 15 dicembre 2017, specificano con criteri abbastanza precisi che una nuova categoria di droni farà presto capolino nel contesto ben più ampio del regolamento sui Mezzi a Pilotaggio Remoto.
– Avremo quindi i droni professionali usati per lavoro definiti SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto)
– Avremo gli aeromodelli, usati senza scopi di lucro e con il peso sino a 25 Kg, con i quali volare nelle apposite aeree dedicate o in posti consoni stabiliti dall’aeromodellista lontano da case, persone e infrastrutture.
– E compare più o meno timidamente e in perfetto clima di regali natalizi, la categoria Aeromobili giocattolo.

Sul web e nei social network, sono partite tutta una serie di elucubrazioni, speranze e considerazioni davvero interessanti. Ovviamente il fatto che le RAIT permettano a tali giocattoli di non rientrare in nessuna delle due categorie principali, ovvero quelli professionali usabili per lavoro e quelli hobbistici per divertirsi, in teoria significherebbe che possono volare ovunque, senza permessi e autorizzazioni.

Su tale considerazioni, invitiamo a usare cautela per due motivi: la prima è che così come è stato fatto un primo emendamento a tal proposito, ne possa venir fatto uno successivo più preciso e mirato che colmi magari le lacune, qualora ve ne fossero, di questa edizione.

La seconda di carattere più tecnico, che si consideri quindi con attenzione che un giocattolo volante radiocomandato, al di la delle definizioni legali peraltro ben complesse, una volta in aria si comporta in maniera ben diversa e tutto sommato complicata, sia rispetto a un SAPR sia rispetto a un drone aeromodello.

Leggiamo già in rete, possibili modifiche, favoleggiamenti sul implementazione di sensori aggiuntivi e via discorrendo. E’ vero, e ne siamo sostenitori, che l’elettronica prosegue il suo cammino verso la miniaturizzazione e tutto ciò che qualche anno fa stava in un metro quadro ora probabilmente sta tranquillamente dentro a una mano.
Si vedono giocattoli radiocomandati volanti, cioè i nostri droni, delle dimensioni di qualche centimetro dotati di fotocamere, con GPS, mantenimento della quota che con qualche centinaio di euro si possono mettere sotto all’albero di Natale.

Qualcuno però pensi anche alla questione della qualità delle fotocamere, alla autonomia degli stessi, alla leggerezza intrinseca di questo oggetti, che sono sensibili ad ogni minima folata di vento, senza contare la scarsissima copertura di controllo del radiocomando limitata a qualche decina di metri, massimo un centinaio.
Insomma se sono classificati e venduti come giocattoli un motivo ci sarà.

Ciò nonostante e nell’attesa di un parere legale, perché ricordiamo che per essere classificati giocattoli, sia i droni sia tutti gli altri oggetti, devono rispettare normative ben precise, sopratutto in Europa, cominciamo a sceglierei regali natalizi da mettere sotto agli alberi, non per figli e nipoti, ma per noi stessi.

 

2345 visite
Commenta:

Segui DronEzine sui social: