Giochi, aeromodelli e Sapr: finalmente abbiamo capito

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I droni giocattolo sono e saranno sempre fuori dalle regole ENAC: né aeromodelli né aeromobili, non sono altro che giocattoli e la stessa Enac dichiara che eventuali regolamentazioni sui droni “destinati in modo esclusivo o meno ad essere usati dai ragazzi fino ai 14 anni” non sono e non saranno mai di sua competenza. Cadono quindi tutte le regole che fino a ieri proibivano per esempio di usarli per giocarci al parco. Che è il posto giusto per giocare. Ma anche per giocare in modo creativo…

Di Sergio Barlocchetti

 

Ad esser realisti e come sempre politicamente scorretti si potrebbe titolare “Lasciate ogni speranza o voi che normate”. Mi riferisco a quanto visto durante il CES 2018 di Las Vegas ma non in termini di prodotti e meraviglie tecnologiche che troverete el prossimo numero di DronEzine Magazine, che arriverà i primi di febbraio. Bensì all’ennesima dimostrazione che l’evoluzione dei piccoli droni procede senza esitazioni verso la produzione di “personal tools”, come già accaduto per i prodotti della telefonia.

Si gridò al lupo al lupo per le videocamere sui primi telefoni cellulari e si è urlato ancora nel momento in cui è stato chiaro che i piccoli mezzi a pilotaggio remoto avrebbero ereditato le tecnologie dei fratelli maggiori e invaso gli scaffali dei negozi. Si è arrivato persino a coinvolgere la parola magica che risveglia i politici, scatena i sindacati dei piloti e non fa dormire i funzionari delle autorità aeronautiche: sicurezza.

La camera 720p del Tello

Eppure non è accaduto alcunché di terribile e oggi le videocamere dei telefoni, oltre che per immortalare vacanze e momenti importanti, sono utilizzate spesso per la sicurezza personale. Che c’entra Las Vegas? Semplice, ha mostrato Tello, un dronetto quasi-giocattolo nella realtà che volendo può essere Mapr e magari anche occasionalmente un Sapr. Nel senso che Ryze Tech e Dji, che lo hanno realizzato hanno pensato a qualcosa di sicuro e funzionale per i più giovani, ma che non fosse per nulla banale.

Lo hanno quindi dotato di un raggio d’azione massimo di cento metri e di una quota massima (dal punto di decollo) di dieci metri. Cioè vi hanno applicato la tecnologia disponibile per i fratelli maggiori con il risultato che con poco più di cento euro ecco che finalmente potremo possedere il nostro dronetto personale e farci quel che ci pare.

Tello avrà presto dei fratelli e vedremo che numeri farà una volta distribuito ai clienti finali. Impensabile che con 5 megapixel e 720dpi possa fare del lavoro aereo, ma sono sufficienti per controllare la grondaia di casa, le tegole e l’antenna tv. Siamo quindi alla libertà di rubarlo ai nostri figli un momento per usarlo come fosse un periscopio o un normale teleobbiettivo.

Così come produrre in casa una torta non ha mai causato crisi al mercato delle pasticcerie, l’uso personale dei droni diverrà inevitabilmente una faccenda popolare, una consuetudine alla quale nessuno farà più caso, esattamente come non si fa più caso a chi gira per strada guidato da Google Maps sul telefonino. Ma che non manderà in rovina gli operatori. Tutto questo in una società civile fa i conti con la normativa, che guarda caso si sta adeguando come indicano le note di Enac in fatto di giocattoli, aeromodelli e Sapr. La nostra autorità aeronautica non si occupa di normare i giocattoli, ma proprio per questo ha dovuto decidere quale sia il confine tra questi e gli aeromodelli. E saggiamente nel farlo non ha fatto menzione di parametri tecnici come la distanza massima, il peso oppure la quota raggiungibile. Perché i funzionari hanno capito che ogni giorno questi migliorano in prestazioni e accessibilità. Che cosa accadrebbe a un Tello se presi dalla voglia di sperimentare togliessimo i para eliche guadagnando peso, cambiassimo l’antenna del trasmettitore oppure trovassimo sul web qualche patch per aumentarne le prestazioni? Diverrebbe un aeromodello ma, se usato secondo le regole, rientrerebbe comunque nell’ambito dilettantistico.

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