Australia: drone soccorre bagnanti in difficoltà

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Forse è il primo caso di un salvataggio in mare prodigato da un drone.
Qualche giorno fa nei pressi della costa del New South Wales.  in Australia, un paio di ragazzi che si sono trovati in balia delle forti onde sono stati salvati e filmati da un drone pilotato dai bagnini che si stavano proprio esercitando con il velivolo a pilotaggio remoto.

Quasi subito dopo aver ricevuto il segnale di soccorso, gli operatori hanno prima individuato e poi diretto il drone sulla verticale dei due bagnanti in difficoltà e hanno rilasciato un salvagente autogonfiabile nei loro pressi.
In seguito hanno continuato a rimanere vicino ai due ragazzi registrando l’accaduto e osservando l’evolversi della situazione.
Una bella fortuna per i due naufraghi e per Kevin Weldon,  responsabile della azienda Little Ripper, che aveva appena fornito il suo dispositivo al personale di soccorso marittimo per effettuare alcune esercitazioni e che quindi ne ha guadagnato una discreta pubblicità.

Un salvataggio a tempo di record, 70 secondi contro 6 minuti

L’intervento di salvataggio è stato concluso in circa 70 secondi, quasi un decimo del tempo rispetto a un salvataggio tradizionale che richiede in media circa 5 o 6 minuti. Guarda il video in testa all’articolo.

Il drone fornito da Little Ripper è un quadricottero di generose dimensioni, che trasporta il salvagente auto gonfiante e sotto al quale- come i vede dalla foto – una telecamera ad alta definizione comandata remotamente. La flotta di droni / UAV dell’azienda australiana fondata da Kevin Weldon  comprende droni multirotori a 4, 6 e 8 motori e un elicottero sempre pilotato remotamente.
Weldon ha deciso di fondare la Little Ripper, dopo che a New Orleans nelle missioni di ricerca e soccorso a seguito dell’uragano Katrina nel 2005, ha visto in azione alcuni elicotteri senza pilota.

Salvataggi in mare, ma anche prevenzione contro gli squali

Nel Northern New South Wales,  credono molto nella tecnologia dei droni, anche per salvaguardare i bagnanti dal costante pericolo degli squali che spesso e volentieri arrivano sino a pochi metri dalla riva.
Non più tardi dello scorso dicembre, sempre grazie a un drone usato per il pattugliamento aereo, è stato lanciato un allarme che ha permesso ad alcuni bambini e a un surfista di abbandonare immediatamente l’acqua data l’immediata vicinanza  di uno squalo di tre metri che nuotava nei loro pressi.
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