Un drone trecentino sulle Atomiadi di Ispra

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Ancora una volta un SAPR inoffensivo da 300 grammi, derivato dallo Spark, fa quello che nessun altro drone avrebbe mai potuto fare: riprendere dall’alto gli scienziati impegnati una volta tanto non in gare di cervelli, ma di muscoli. Alla faccia di chi continua a pensare che gli Spark trecentini non hanno qualità video sufficiente per le applicazioni professionali. Una ennesima, interessante operazione specializzata smentisce gli scettici.

Il pilota Salvatore Grita

1900 ricercatori e dipendenti dei centri di ricerca europei JRC si sono dati appuntamento a Ispra (varese) per le Atomiadi 2018, quattro giorni di gare in decine di discipline diverse, dall’atletica al cannottaggio, dal basket alla pallavolo, dai kart al thriatlon. E per i più sedentari, bocce e scacchi o passeggiate in montagna (non competitive, solo piacevoli). Le gare sono state indette  iniziativa del Joint Research Center (JRC) di Ispra, che per la prima volta ha ospitato questa vera e propria Olimpiade di ricercatori-atleti grazie anche al supporto della Camera di Commercio, attraverso la sua Sport Commission, e del Comune di Varese mentre l’ospitalità è stata organizzata  dal Varese Convention & Visitors Bureau.

Cielo quasi libero (una volta tanto)

Il problema era quello di riprendere gli atleti dall’alto. Una volta tanto il cielo non era particolarmente complicato, trovandosi il centro di ricerca di Ispra ben fuori dall’ATZ (e anche dalla CTR se per questo) del relativamente vicino Aeroporto Intercontinentale di Milano Malpensa. L’unica zona proibita riguardava pririo il laboratorio stesso,per un raggio di un miglio nautico; ma naturalmente non è stato un problema ottenere il nulla osta, visto che le riprese, affidate a Salvatore Grita, avevano come oggetto  una manifestazione organizzata dl centro stesso.

Un poco più complicate le riprese allo Stadio Ossola di Varese, che rientra nella zona proibita (zona P) del carcere di Varese. Ma anche qui, il competente Ministero di Grazia e Giustizia ha una politica aperta verso il lavoro aereo con i droni, e – se le riprese, come in questo caso, hanno un interesse pubblico – concede senza problemi il nulla osta (per i permessi di volo nelle zone P delle carceri. rimandiamo all’intervista con il Ministero stesso). A pescare la pagliuzza corta e sobbarcarsi tutto il lavoro di ottenere le autorizzazioni ci ha pensato il noto pilota varesino Marco Ferrara, anch’esso di High View.

“In effetti i set delle riprese erano sparsi per tutta la Provincia di Varese” ci dice Grita. “In due giorni ho fatto 300 chilometri di spostamenti: sul lago di Monate per le gare di canottaggio, a Taino per il calcio, a Borgo Ticino per le gare di Kart, di nuovo a Ispra lato porticciolo per le gare di nuoto, a Gavirate per l’atletica leggera e poi Travedona per la mountain bike. Alla fine facendo i conti ho fatto andare una trentina di batterie”.

A proposito di riprese, si trattava di fare il video ufficiale della manifestazione, la casa di produzione era Opificio 42, e il team coordinato da Maurizio Vasapolli comprendeva oltre al già citato Salvatore Grita, pilota del trecentino, gli operatori delle camere a terra Ezio Riboni e Stefano Soru. Un compito particolarmente delicato spettava a Ivan Bottelli, che aveva il compito dell’editing in tempo reale, che sul campo non è per nulla un affare semplice.

Perché un trecentino

La scelta di usare il trecentino, come sempre accade in questi casi, non era legata al fatto che non richiede il patentino (Grita, pilota del team HighView, ovviamente è pilota ENAC per scenari critici e non critici) ma soprattutto per poter all’occorrenza sorvolare gli atleti e avvicinarsi senza restrizioni al pubblico (quest’ultimo invece non va sorvolato, perché il pubblico delle manifestazioni sportive è un assembramento inusuale, di cui il sorvolo è sempre e comunque proibito anche con un trecentino, mentre gli atleti no). Giornate di sole e non troppo vento (“Solo il primo giorno di riprese c’erano delle raffiche fastidiose” conferma Grita) hnno permesso al trecentino di farsi onore e riprendere le gare degli scienziati con il più tecnologico dei sistemi di ripresa.

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