Così con un drone TELLO trecentino faccio le foto per il sito di Repubblica

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Molti lettori di DronEzine si sono stupiti nel vedere una pattuglia di droni giocattolo, i Ryze Tech TELLO, registrati ad ENAC come SAPR inoffensivi sotto i 300 grammi. Anche se il microbo cinese da 80 euro non arriva nemmeno a un etto. Possibile che con un giocattolino si possano fare operazioni specializzate professionali? A quanto pare, sì. Ne parliamo con Alessandro Contaldo, fotoreporter, pilota di SAPR con attestato che per molte situazioni urbane si affida proprio a un TELLO trecentizzato.

Uno scatto di cronaca fatto con il TELLO per il sito di Repubblica.it

“Io lavoro per la redazione di Torino di Repubblica dal 1992 e nasco come fotoreporter” ci racconta Alessandro Contaldo. “Nel 2010 sono diventato giornalista professionista e più o meno nello stesso periodo ho cominciato a lavorare anche per il sito di Torino occupandomi dell’area multimediale. Ora la mia principale occupazione è la produzione di videoclip, il montaggio di video prodotti da altri colleghi e la pubblicazione sullo spazio torinese di RepubblicaTv. Ma non ho abbandonato il lavoro di fotografia per l’edizione di carta dove qualche volta scrivo anche”.

Tu sei pilota professionista, hai preso l’attestato di pilota remoto presso la torinese AlphaLima, scuola convenzionata con DronEzine e molto stimata non solo in Piemonte. Come mai nonostante l’attestato ti sei rivolto al drone che non ti aspetti, il piccolissimo Ryze Tech TELLO?

Una pagina estiva del sito Repubblica.iT con scatti effettuati con il TELLO che diventano assoluti protagonisti del servizio.

La prima volta che ho sentito parlare del TELLO è stato a un convegno a Milano. Un collega me ne ha parlato con tale entusiasmo che sul Frecciarossa che mi riportava a Torino l’ho subito acquistato su Amazon senza nemmeno aspettare di tornare a casa. E gli ho inviato un whatsapp con su scritto “Tutta colpa tua”. Ride. Ma non è il mio unico drone, ho anche un trecentino ricavato dal DJI Spark.

Lo Spark in effetti è molto più comune del Tello come trecentino…

Sì, infatti, e lo uso specialmente per i video. ma il Tello ha dei vantaggi operativi notevoli in certe situazioni, specie nel lavoro dei fotoreporter: è più piccolo, più discreto, molto più leggero. E dal punto di vista fotografico ha una apertura dell’obiettivo molto superiore a quella dello Spark: come avete già fatto notare su DronEzine, lo Spark ha un campo piuttosto stretto e bisogna salire molto per fare le panoramiche, con il Tello riesci a fare tutto senza superare i venti metri di quota. Ottimo quando sul campo devi fare per esempio delle foto di un cortile o un giardinetto dove è avvenuto un fatto di cronaca: una volta l’unica soluzione era suonare tutti i campanelli e trovare qualcuno gentile che ti faceva salire sul balcone per fare uno scatto, oggi il Tello lo tiri su in un attimo e fai la foto. E la gente non si allarma, è un giocattolo, nessuno si preoccupa, alla peggio sono curiosi e vengono a vedere.

Kit manuali Enac per trecentini

Trecentizzare il Tello? Facile con i manuali DronEzine!
A differenza dei fratelli maggiori DJI Spark e Parrot ANAFI, il TELLO può essere trecentizzato così com’è, non c’è bisogno di nessuna modifica: basta scaricare e personalizzare i manuali obbligatori ENAC di DronEzine, che sono parametrizzati per consentire anche l’uso di extender WiFi e sblocco della quota, registrarlo a ENAC e naturalmente assicurarlo come SAPR inoffensivo (da 120 euro/anno per i soci DronEzine).

Uhm 20 metri? Ma il Tello non arriva a dieci?

Le foto del TELLO sono ottime anche per arricchire con punti di vista inediti le classiche inchieste estive dei quotidiani

Essendo un trecentino registrato a ENAC, nulla vieta di sbloccare la quota e usare un extender del raggio WiFi: visto che per legge il costruttore è l’operatore, può regolarsi come crede. Chiaramente dichiarando tutto nei manuali e nel documento di configurazioneIl sito di Repubblica è molto visto, ha milioni di contatti, e ogni volta che postiamo video o foto con il drone ci sono utenti che ci chiedono se siamo a posto con la normativa, quindi siamo obbligati a fare le cose per bene (ride). Tra l’altro l’extender è praticamente indispensabile per l’uso professionale: il guaio maggiore del TELLO è che non ha una schedina a bordo per registrare video e foto, viene trasmesso tutto al cellulare. E quindi se il segnale è disturbato possono volerci anche 10-15 secondi per ricevere una foto, e in quel mentre non puoi scattarne altre. Peggio ancora per il video, che viene tipicamente a scatti proprio a causa della trasmissione tra drone e cellulare. Ora, è vero che nei quotidiani conta più il contenuto che la qualità e capita di pubblicare video scarsi ma interessanti per quel che mostrano, ma io se devo fare video uso lo Spark, con il TELLO è difficile anche solo avere qualche secondo di ripresa senza scatti.

Comunque immaginiamo che un drone così piccolo e leggero abbia molte limitazioni…

Una foto di un cantiere fatta con il TELLO per un servizio delle pagine torinesi del sito Repubblica.it (foto non ritoccata)

Dipende sempre da cosa devi fare.  Come ti dicevo il Tello si inserisce più nel contesto fotografico mentre per i video preferisco lo Spark, ma per le foto se la cava molto bene e ha vantaggi tali da rendere conveniente la trecentizzazione. Da venti metri puoi fare scatti ottimi per le esigenze dei fotoreporter, oltre non ci vado perché il sensore che stabilizza il volo comincia a non capire più niente e la qualità del volo peggiora. Ma ci abbiamo fatto diversi reportage: le statue di Torino, alcune aree industriali dismesse nell’hinterland del capoluogo e insomma il Tello è un piccolo strumento intelligente e pratico, pur ovviamente con i suoi limiti.

Ma i fotoreporter i droni li usano?

“Beh, parlando dell’ambiente torinese mica tanto” Contaldo sorride. “I fotoreporter sono spesso professionisti di una certa età abituati ai loro metodi di lavoro e il drone non gli interessa molto. Invece i videomaker di solito sono giovani, ma alla fine si scoraggiano per le difficoltà sia normative sia tecniche”. E insomma, anche se questo Contaldo non lo dice, ma lo pensiamo noi, mentre i colleghi senior e junior restano a guardare il suo piccolo Tello insieme al fratello (un poco) maggiore Spark riempiono di cielo e colori le pagine torinesi di Repubblica.

 

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