#Stopincendi2018, droni protagonisti nella tutela del verde nazionale

L’arrivo ormai prossimo dell’estate riporta prepotentemente al centro dell’attenzione il discorso sul rischio incendi nel nostro paese, e l’imperativo diventa inevitabilmente quello di scongiurare il ripetersi delle devastazioni boschive dello scorso anno, quando gli incendi mandarono in fumo oltre 140mila ettari di verde. Per questo motivo è stato presentato al Senato il convegno ‘Incendi boschivi e prevenzione’, promosso dalla senatrice Loredana De Petris con la fondazione UniVerde, all’interno del quale è stata lanciata la campagna #StopIncendi2018, con Jimmy Ghione testimonial e i droni grandi protagonisti.

Sì, perché se è vero che l’anno scorso l’accorpamento del Corpo Forestale all’Arma dei Carabinieri ha creato delle ulteriori criticità nella gestione delle aree verdi del nostro Paese, lasciandosi dietro polemiche che echeggiano ancora oggi (la senatrice De Petris sostiene che il passaggio abbia creato “Un problema organizzativo molto serio” e anche il Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio ammette di continuare ad avere delle perplessità), quest’anno si può e si deve fare meglio, il che significa anche usare adeguatamente le risorse tecnologiche che sono in nostro possesso.

Tra queste, ovviamente, un ruolo fondamentale lo svolgeranno i droni, che avranno soprattutto compiti di pattugliamento, tesi da un lato a scoraggiare eventuali piromani, dall’altro ad individuare e a comunicare le aree più a rischio in modo da consentire interventi mirati e in tempi (si spera) adeguati. Durante i test svolti ad Aprile nel territorio del comune di Grosseto in Toscana abbiamo già visto che le termocamere, con cui i droni possono essere equipaggiati, sono in grado di individuare un principio di incendio anche a chilometri di distanza, il che costituisce un nuovo ed importantissimo vantaggio nella lotta agli incendi.

I droni anti incendio verranno inizialmente introdotti solo nelle aree più a rischio, ossia quelle che l’anno scorso sono state maggiormente colpite, come ad esempio il Parco nazionale del Vesuvio. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha spiegato che insieme alle “azioni immediate” come questa ci sarà una “pianificazione che deve prender corpo in modo strutturale“.

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