Trecentini: Perché l’Anafi è decisamente superiore allo Spark

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Ne parliamo con Maurizio Benvenuti di Mediavision Production, che dopo aver alleggerito lo Spark è passato all’Anafi (è suo il primo Anafi trecentino registrato a ENAC) e ne è entusiasta, ritenendolo di gran lunga superiore al concorrente DJI sotto tutti i punti di vista. Ecco la sua opinione, e come ha alleggerito il francesino per rientrare nei parametri di legge

Pro Spark, lo spark trecentizzato da Mediavision

“Come tanti ho iniziato a usare i trecentini inoffensivi cominciando dal DJI Spark” ci racconta Maurizio Benvenuti di Mediavision Production, azienda romana che lavora principalmente per creare contenuti per conto della Televisione di Stato del Giappone. “Non c’era altro di commerciale adatto alla trasformazione, abbiamo fatto un buon lavoro con una trasformazione ultraleggera in vetroresina dello Spark, ma l’abbiamo sempre considerato una macchina troppo limitata per il nostro uso professionale. Poi finalmente è arrivato l’Anafi, un drone rivoluzionario, c’è un abisso tra il drone francese e lo Spark, quindi abbiamo messo in soffitta il piccolo DJI e abbiamo esplorato le impressionanti capacità dell’Anafi, a cominciare dalle riprese durante l’eclisse di luna”.

Addirittura rivoluzionario?

“Oggi stiamo paragonando i due droni, Anafi e Spark, e lo possiamo fare perché il nostro discutere è ristretto al mondo dei trecentini. Ma se allarghiamo il discorso a tutti i droni, l’Anafi non è nato per contrastare lo Spark, ma vuole competere per caratteristiche e prestazioni con il Mavic, il suo vero antagonista. Questo per dire che, sensori e lucine a parte, l’Anafi è indiscutibilmete una macchina superiore allo Spark sotto tutti gli aspetti, anche sulla carta, così come lo è il Mavic sullo Spark (un abisso). Ma Anafi per bontà sua pesa poco e diventa competitor anche dello spark (solo in Italia) nel mondo dei trecentini. Non sorprende quindi che, nel paragone tra i due trecentini, lo Spark riesce a non essere inferiore all’Anafi su un solo aspetto, il peso. Su tutto il resto vice sempre l’Anafi. E vince largamente, senza discussioni.

Ci fai qualche esempio?

Cominciamo dalla caratteristica più eclatante, la gimbal. La possibilità di inclinarla verso il basso fino alla posizione nadirale è semplicemente indispensabile per chi fa aerofotogrammetria, ma a noi che facciamo video interessa ben di più la possibilità di inclinarla verso l’alto, fino in posizione zenitale. Questo apre un mondo di possibilità incredibili e affascinanti: per esempio basta guardare questo video, ripreso in un museo francese,  per rendersi subito conto di come la gimbal dell’Anafi offre possibilità artistiche ed espressive che lo Spark non potrebbe permettersi mai:

 Basterebbe questo a troncare ogni discussione sulla netta e indiscutibile superiorità dell’Anafi per fare riprese professionali, ma va anche notato che la camera dell’Anafi è di gran lunga superiore a quella dello Spark, con un ottimo 4k mentre il cinese si ferma a un non eccezionale 1080p.
Però non è solo una questione di risoluzione o di gimbal, conta moltissimo anche l’esperienza di Parrot nel processing digitale in tempo reale delle immagini, che si traduce in immagini con una profondità di campo abissalmente superiore a quello dello Spark: in pratica un grandangolo senza distorsione fenomenale, utilissimo per le riprese in città o in montagna, dove per far rientrare nell’inquadratura grattacieli, campanili o vette di montagna con lo Spark bisogna salire moltissimo, con l’Anafi si può fare tutto a quote inferiori con tutti i vantaggi che ne derivano. Specie se sei in città o in una ATZ, dove le torri di controllo ti assegnano una quota piuttosto bassa, trenta o quaranta metri.
Se ci aggiungiamo lo zoom digitale senza perdita di qualità, che sull’Anafi c’è e sullo Spark no
, il confronto tra i due diventa impietoso.  Per l’uso professionale non c’è che una scelta: Anafi.

Che la telecamera dell’Anafi sia superiore a quella dell’Anafi non ci sono dubbi, nessuno sostiene seriamente il contrario. Ma per quanto riguarda la qualità di volo e l’ergonomia, che differenze vedi tra Anafi e Spark?

Per il volo professionale, ergonomia è anche avere tempi di volo adeguati, e l’Anafi ha autonomia doppia rispetto allo Spark: per questo nella nostra trecentizzazione non abbiamo rinunciato alla batteria originale, cosa che ci è costata parecchio lavoro ma ne è valsa a pena. L’Anafi a nostro parere è molto più adatto dello Spark per girare attorno all’oggetto da riprendere: è una questione sia di qualità di volo sia di precisione e ergonomia del controller, tant’è vero che se giri su Youtube di riprese decenti fatte con lo Spark girando intorno al soggetto ne vedi poche, con l’Anafi moltissime. Non che non si possa fare con lo Spark, per carità, ma richiede un pilota molto esperto e abile, mentre con l’Anafi chiunque può fare facilmente riprese del genere, concentrandosi sulle immagini da riprendere e non sui dettagli tecnici del volo.

Però lo Spark ha luci e sensori anticollisione, l’Anafi no. 

Teniamo conto che per legge i trecentini volano solo di giorno, quindi la mancanza di luci non è un gran problema. La scelta probabilmente è stata fatta per risparmiare batteria e aumentare la autonomia. E’ vero però che facendo le riprese durante l’eclisse la luce ci sarebbe stata di aiuto. Quanto ai sensori, sono utilissimi per funzioni come Return To Home, Follow Me  o rotte automatiche, ma nel nostro lavoro pilotiamo a vista e a mano, per avere un controllo completo sulla ripresa, e quindi finora non ne abbiamo sentito la mancanza. per altri utenti probabilmente può essere una imitazione forte.

Parliamo di trecentizzazione: ci dicevi che avete conservato la batteria originale…

Come già accennato, abbiamo mantenuto batteria ed elettronica originale eliminando il box esterno. L’altra soluzione sarebbe stata quella di alleggerire la batteria inserendo celle più leggere ma con meno capacità, con il risultato di dimezzare il tempo di volo e volare con batterie non saldate e garantite dalla Parrot, e lo Smart RTH non funzionerebbe. Abbiamo previsto un attacco a cinghia con fibbia e fermo sulla batteria, che ne impediscono l’accidentale distacco. Batteria ed elettronica sono assemblate e protette dagli agenti atmosferici mediante una guaina termo restringente impermeabile. Vogliamo precisare che rimovere le plastiche della batteria non risolve il problema del peso, siamo ancora molto al di sopra dei 300g, bisogna essere in grado di disegnare e realizzare la “cover inferiore” intorno ai 2,6g e qui si complica.

Uhm e come avete fatto?

La cover inferiore stampata in ABS (in primo piano) rispetto a quella originale in plastica

La cover inferiore è stata da noi completamente ridisegnata e stampata in ABS, così come per le protezioni eliche, anch’esse in ABS.
Abbiamo deciso di lasciare inalterata la batteria e la sua elettronica rimuovendo la box plastica che la contiene, in modo da mantenere integro il tempo di volo, un incredibile 25′. L’Anafi trecentino, nonostante la riduzione di peso per conformarsi all’Art. 12 comma 5 del regolamento Enac, non ha evidenziato, durante la sperimentazione, nessuna differenza in condotta di volo mantenendo tutte le qualità operative della versione originale. L’Anafi è totalmente reversibile alla configurazione originaria.

Da quel che vediamo, il fondo alleggerito può fare entrare sporcizia nell’elettronica…

E’ indiscutibile che la riduzione della copertura inferiore ha inevitabilmente esposto parte dell’elettronica e resa meno rigida la coda, perciò una pulizia frequente e l’uso di un landing-pad sarebbe opportuno, sia per la polvere/erba che per attutire un eventuale atterraggio brusco. La sua forma irregolare ha complicato non poco la progettazione di quella sostitutiva a basso peso, la abbiamo creata di uno spessore di 0,75mm in ABS, in modo da fornire un’adeguata protezione.

Per i paraeliche come vi siete regolati?

I para eliche, vere protezioni e non di facciata per la mera conformità, sono stati progettati con molta cura, utilizzando una struttura micro-tubulare di 3 mm in ABS per risultare resistenti e molto elastici, senza spigoli o parti taglienti. L’attacco rapido a clip rende il loro utilizzo semplice ed efficace.

L’Anafi trecentino piace, e in tanti stanno affrontando la conversione

E questo lo vediamo anche dal nostro punto di osservazione: DronEzine offre il kit dei manuali aeronautici obbligatori per usare come SAPR trecentino sia l’ANAFI sia lo Spark, una iniziativa editoriale che sta avendo un grandissimo successo. E ci ha stupito soprattutto l’elevato volume di download dell’edizione per l’ANAFI, macchina nuovissima e molto poco conosciuta come trecentino, segno che sono davvero tanti gli utenti che stanno affrontando la conversione fai-da-te. Un quarto dei nostri manuali ENAC scaricati riguarda l’ANAFI, il resto lo Spark: mica male per una macchina, come l’ANAFI, la cui trasformazione in trecentino è tutta da inventare, mentre il cinesino ormai è ben conosciuto anche nelle sue tante incarnazioni inoffensive.

 

 

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