Veneto: anche i droni in campo per la vendemmia

Abbiamo speso più volte parole di elogio sui vantaggi che l’agricoltura di precisione coi droni può offrire ai coltivatori italiani, ma l’adozione di questa moderna tecnica di coltivazione non è ancora largamente diffusa presso gli agricoltori italiani, che di fronte agli investimenti richiesti (non trascurabili) si dimostrano ancora piuttosto tiepidi.

Ma la macchina del progresso è già in moto, e alcune tra le principali associazioni di settore hanno già intrapreso la strada dell’avanguardia e della sensibilizzazione, soprattutto per quanto riguarda le produzioni di eccellenza, promuovendo corsi ed accordi vantaggiosi che mirano ad offrire servizi completi a costi più contenuti. Ne è l’esempio Confagricoltura Verona, che per la vendemmia 2018 del noto Amarone ha messo a disposizione delle aziende agricole un drone in grado di controllare l’avanzamento della maturazione dell’uva e monitorare in tempo reale lo stato di salute dei vigneti.

Direttamente dalle pagine de L’Arena, il geometra e pilota di droni Luca Leati spiega che “Da quest’anno ci siamo dotati di un drone professionale . Si tratta di un Dji matrice 600, con camera multispettrale, quattro bande, un multisensore, sei eliche e tre gps per una maggiore sicurezza di volo. Un top gamma che misura 1,13 metri di diagonale, pesa 10 chili e può montare fino a 15 chili di fotocamere e sensoristiche. Stiamo cercando di portare le aziende agricole a utilizzarlo, in quanto è molto più preciso di un satellite e meno suscettibile a variazioni meteo. Si può utilizzare sia sui vigneti che sui seminativi e altre colture per capire lo stato di salute delle piantagioni, ma anche per eseguire mappature, prendere misurazioni con tecnica fotogrammatica sui filari e calcolare gli schedari vitivinicoli. Grazie ai fondi che il Fondo sociale europeo ha messo a disposizione per l’agricoltura di precisione, abbiamo promosso un corso per 15 associati durante il quale abbiamo mostrato le potenzialità del drone in volo su vigneti e seminativi. Noi offriamo la possibilità di utilizzarlo a tutte le aziende agricole del Veneto senza dover acquistare l’attrezzatura, che è molto costosa e richiede l’impiego di un pilota di drone, munito di patentino, per guidarlo. A fine anno organizzeremo un nuovo corso sul drone, per allargare il test a un maggiore numero di aziende“.

Il primo viticoltore ad aprire la strada a questo servizio è stato Christian Marchesini (che è anche presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto) che racconta “Per la vendemmia di quest’anno l’ho usato per esaminare la vigoria della foglia di vite, importante per programmare con precisione e tempismo la vendemmia e capire dove la concimazione è più corretta, in modo da poter elaborare per il futuro un piano mirato in base alle effettive necessità della vite. Ho eseguito anche una mappatura aziendale precisa della superficie vitata e un video con immagini dall’alto dell’azienda, molto spettacolare. La viticoltura si sta modernizzando e noi vogliamo essere al passo con i tempi. Stiamo andando verso tecnologie molto precise che porteranno a sviluppi ulteriori. Magari anche nella lotta ai parassiti con il lancio degli insetti utili, prospettiva interessante per combattere la cocciniglia in quanto i prodotti fitosanitari hanno dimostrato scarsa efficacia“.

L’esempio virtuoso e tecnologico veronese è un segnale davvero importante per un paese, come il nostro, che fa dei suoi prodotti agricoli come vino, olio e tanti altri i cardini della sua fama nel mondo.