Parrot ANAFI non litiga più con i cellulari Huawei. Importante aggiornamento software

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Un importante aggiornamento software fissa un pericoloso bug della app Parrot FreeFlight 6, la app di controllo dell’ANAFI, che in molti casi causava il blocco del flusso video in volo specie con i telefonini Huawei ma anche con altri Android. Oltre a questo arriva la quota regolabile per il return to home e nuove modalità per video e foto

E’ successo anche a noi: pilotando l’ANAFI con uno smartphone Huawei p10 Pro, talvolta il flusso video si bloccava del tutto, mentre tutto il resto fortunatamente funzionava correttamente. Baco fastidiosissimo, ma anche pericoloso, visto che anche pilotando a vista secondo la legge, il video di ritorno dà al pilota preziosissime indicazioni su come è orientato il drone. Specialmente nel caso dell’ANAFI, che non ha luci di navigazione e quindi se si perde l’orientamento in aria, magari a una discreta distanza, è difficile ritrovarsi, dal momento che senza flusso dati l’unico riferimento è la ben poco evidente camera bianca che in un cielo nuvoloso è praticamente invisibile.

Parrot ci ha messo una pezza, con un aggiornamento decisamente consigliabile della app FreeFlight 6, il 6.1.1, che in cascata (almeno sul nostro esemplare) ha richiesto anche l’aggiornamento del firmware del drone e di quello dello skycontroller, entrambi arrivati alla versione 1.1.0. L’aggiornamento interviene anche su altri bachi di compatibilità con diversi cellulari Android, Huawei ma non solo, che rendeva difficoltoso se non impossibile accedere dal cellulare alla galleria di immagini e video registrati sulla schedina di bordo dell’ANAFI.

Migliorata l’interfaccia tra app e utente, ora per esempio se qualcosa va storto (il drone è costretto ad atterrare, il segnale GPS viene perso, c’è un errore da qualche parte o semplicemente la schedina di memoria è piena) veniamo avvisati con messaggi chiari e vibrazioni.

ORA LA QUOTA DEL RTH LA SCEGLI TU

Fissata anche una delle mancanze del software che avevamo rilevato durante le nostre prove, e cioè la quota fissa del Return To Home, una scelta davvero poco azzeccata per un drone che non ha sensori anticollisione, quindi se nella rotta di rientro automatico c’è un palo o un albero il poverino non può che sbatterci contro. Ora la quota minima del rientro a casa è selezionabile dal pilota, da un minimo di 20 a un massimo di 100 metri (chi vola per hobby senza patentino dovrebbe limitarsi a 70 metri, la quota massima di legge per gli hobbisti). Il default resta a 30 metri, che era la quota fissa prima della nuova versione del software.

NUOVI FORMATI VIDEO E FOTO

Con l’aggiornamento, Parrot introduce i video a 2,7 K a 24, 25 o 30 frame al secondo, che sono un ottimo compromesso tra il FullHD e lo splendido ma ingombrante 4K, mentre l’hyperlapse arriva a 240x: provate a riprendere un tramonto con questa modalità di accelerazione estrema e i rusultati scommettiamo che vi lasceranno a bocca aperta.
per le foto abbiamo Burst, che fa 10 foto in un secondo e Bracketing, che fa foto multiple variando l’esposizione​​(-3; -2; -1; 0; +1; +2; +3) così almeno una esposta come si deve ce la portiamo a casa di sicuro. A proposito di esposizione, il nuovo aggiornamento introduce anche il blocco AE Lock, mentre i più esperti potranno variare saturazione, contrasto e nitidezza dei loro scatti. 

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