Anche l’Australia banna i droni dallo spazio aereo sopra le prigioni

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Nel corso degli ultimi anni i droni sono stati saltuariamente utilizzati come strumenti creativi per svolgere attività illegali, quasi tutte incentrate sul traffico di droga. Abbiamo visto ad esempio come i narcos abbiano usato un drone per portare cocaina oltre il confine messicano con gli USA, ma anche come i quadricotteri si siano rivelati preziosi escamotage per far giungere nelle carceri non solo la droga, ma persino una lima per tentare l’evasione.

elliot ministro australiano

Il ministro australiano Elliott

Pochi giorni fa anche il Parlamento del New South Wales, lo Stato australiano con a capo Sydney, ha bannato il volo dei droni sopra le strutture detentive. David Elliott, corrections minister, ha dichiarato che è evidente come negli ultimi 5 anni l’uso dei droni abbia creato una nuova minaccia alla sicurezza delle strutture correttive di tutto il mondo. In Inghilterra e Galles, ad esempio, secondo i media sono stati diversi i casi in cui la criminalità organizzata ha usato i droni per contrabbandare droga, telefoni cellulari, armi e sim card in numerose prigioni. In Australia, invece, secondo il ministro sono stati più di 60 i droni che, da gennaio 2014,  sono stati avvistati o scoperti all’interno o nelle prossimità delle prigioni dello Stato.

Per questo la proposta di legge, in modo chiaro e tondo, vieta il possesso di un velivolo a pilotaggio remoto nei centri correttivi, complessi correttivi e nelle strutture comprese in questi complessi. Allo stesso modo è fatto divieto di uso, oppure tentato uso, in specifici spazi aerei sopra questi posti e nelle loro vicinanze in un modo che può rappresentare una minaccia all’ordine o alla sicurezza di questi luoghi. I colpevoli rischiano multe salate e la detenzione fino a 2 anni.

E nel resto del mondo?

La sensazione è che prima o poi queste misure, già attive in numerosi paesi come ad esempio negli USA, finiranno con l’allargarsi ai regolamenti di tutto il mondo.

Se infatti non sembrano esserci motivi leciti per cui un appassionato di droni qualsiasi dovrebbe volare sopra un carcere, è pur vero che risulta plausibile, pensando alle prigioni situate ai margini o meglio ancora all’interno di una zona urbana, che un drone possa essere impiegato per scopi assolutamente legali, come ad esempio effettuare la ripresa per un evento privato (un matrimonio) o di pubblico interesse (una maratona, un concerto, etc) nei pressi della struttura correttiva. Insomma, l’intera questione ruota intorno al raggio del ban, ma anche, come da noi in Italia, al motivo per cui un pilota potrebbe fare richiesta di autorizzazione (a questo proposito leggi “Volare con il drone vicino alle carceri: ecco come fare (e quando si può fare”).

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