Militari e Sistemi AntiDroni lasciano Gatwick dopo il buco nell’acqua

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Dopo oltre una settimana di ricerche e controlli, mentre tuttora proseguono le indagini della polizia che mirano ad identificare i presunti piloti organizzati che hanno bloccato l’aeroporto di Gatwick, il Ministero della Difesa britannico ha annunciato con un comunicato che i sistemi antidroni e i militari, schierati in tutta fretta per fronteggiare il possibile attentato, hanno abbandonato lo scalo londinese.

Tutto quello che resta a Gatwick, quindi, al momento è il tragico bilancio di una inaspettata crisi di sicurezza natalizia, che ha portato alla cancellazione di 1000 voli e ha rovinato le vacanze ai circa 140 mila passeggeri coinvolti. Il tutto avvenuto in sole 36 ore, mentre gran parte del mondo seguiva gli sviluppi cercando di capirci qualcosa, e mentre le forze dell’ordine non riuscivano a cavare un ragno dal buco, arrivando persino ad arrestare e poi rilasciare una coppia di sospetti.

Immaginate di essere convinti di aver trovato in cantina delle feci di topo, di aver chiamato la ditta di disinfestazione e che dopo un lunghissimo sopralluogo questi vi dicano non solo che non hanno trovato alcun topo, ma che forse il topo proprio non c’è.

Ma allora cosa è successo?

Le indagini assumono sempre i più i contorni di una barzelletta. La polizia del Sussex afferma di proseguire le indagini sulla base di “rilevanti avvistamenti” forniti da 115 testimoni, che includono – fra gli altri – staff dell’aeroporto, poliziotti e un pilota. Di queste persone, 93 sarebbero considerate “credibili”, perciò pare proprio che qualche drone sia stato avvistato, sebbene il capo della polizia Giles York ammetta che alcuni velivoli potevano essere proprio quelli delle forze dell’ordine intervenuti per controllare l’area in seguito all’allarme. Ad ogni modo, lo stesso Giles York – forse in un tentativo di arginare le polemiche – ha affermato di essere “assolutamente certo” che ci fosse un drone vicino alla pista di decollo al momento dell’interruzione del servizio – il che darebbe almeno un senso a quanto successo.

Il boom dei sistemi antidroni

E intanto all’orizzonte si profila una sola certezza: l’episodio di Gatwick rappresenterà una vera e propria manna dal cielo per l’industria dei sistemi antidroni. La BBC riferisce che l’aeroporto londinese ha già investito 5 milioni di sterline per prevenire futuri attacchi, l’Australia si sta già muovendo e c’è da scommettere che presto anche gli USA, sempre molto sensibili agli investimenti anti terrorismo, scommetteranno pesantemente su questa tecnologia. I principali aeroporti del mondo potrebbero quindi dotarsi di radar, laser e fucili antidroni nel giro dei prossimi tempi. E noi speriamo che per allora qualcuno sarà almeno riuscito a spiegarci cosa è realmente successo a Gatwick.

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