I produttori di droni spronano la UE a proseguire col regolamento

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In uno degli snodi più importanti dell’anno per quanto riguarda la normativa europea sui droni, la battuta d’arresto dei giorni scorsi al Parlamento Europeo rischia di minare, già all’inizio dell’anno, l’uscita di un regolamento chiaro in grado da un lato di premiare una maggiore sicurezza per tutti – specie dopo quanto recentemente accaduto in alcuni aeroporti inglesi – dall’altro creare le condizioni per dare un nuovo slancio alla crescita del settore, che in assenza di una direzione legislativa chiara e comune rischia di intristirsi.

paula iwaniuk director dmae

Paula Iwaniuk, director of DMAE

Lo sa bene la DMAE, (Drone Manufacturers Alliance Europe) ossia l’Alleanza Europea dei produttori di droni, che attraverso le parole della sua portavoce Paula Iwaniuk è intervenuta a sostegno dei lavori, che rischiano di arrestarsi o quantomeno di procedere a stento di fronte ai numerosi disaccordi che stanno emergendo in questi giorni in sede di discussione.

“Vogliamo enfatizzare la necessità di procedere, piuttosto che trovare motivi per fermarsi, altrimenti la sicurezza verrà compromessa”. ha detto la Iwaniuk, che più avanti, nel comunicato, ha aggiunto “L’industria, gli operatori e la società non possono più aspettare le regole sui droni. A seguito dei presunti incidenti a Gatwick, Heathrow e Newark, è una sveglia per tutti i legislatori”.

In generale, la DMAE apprezza molto quanto fatto finora in termini normativi, ma il nuovo regolamento serve e serve adesso. Come ricorda la Iwaniuk, infatti, “Abbiamo iniziato a parlare di regole europee per i droni nel dicembre 2015. Facciamo in modo che il 2019 sia l’anno in cui possiamo realizzarle tutti assieme. Ogni ritardo – specialmente se basato su preoccupazioni meramente formali – non farà altro che prolungare l’attuale vuoto regolamento nel segmento dei droni consumer e questo non è accettabile”.

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