Prendo il patentino per i droni o aspetto le nuove regole europee EASA?

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Le norme EASA, il regolamento unico europeo che è in vigore da qualche mese ma farà vedere i suoi effetti nel corso di un paio di anni, ridimensionano il ruolo delle scuole di volo nella formazione: per volare per divertimento e fare lavori semplici in categoria Open, quella a minor rischio, basterà superare un test online dopo una breve formazione sempre online. Cosa conviene fare oggi? Prendere l’attestato con le vecchie regole o aspettare quelle nuove?

Il terremoto EASA, le regole comuni europee che stanno cambiando per sempre il nostro modo di divertirci e lavorare con i droni, annullano l’attuale distinzione tra hobby e lavoro. Le regole saranno le stesse per tutti, e le operazioni dei droni non saranno più distinte tra volo per diporto e sportivo e tra volo professionale, come è oggi con le regole ENAC, ma a regime (tra un paio d’anni) saranno suddivise solo in base al rischio:

Categoria Open: simili, ma non identiche, alle non critiche di oggi, consentiranno di volare e lavorare con droni fino a 25 kg superando un test online, che diventano due se si vuole avvicinarsi a 5 metri alle persone da riprendere, in questo caso con droni fino a 4 kg che possano limitare la velocità a circa 10 km/h. In questa categoria rientrano anche i voli in città sulle persone,con droni inoffensivi fino a 900 grammi che dovranno rispondere a un capitolato tecnico ancora non definito – quindi nessun drone in commercio oggi potrà farlo domani, servirà un drone nuovo marchiato CE C1 – e i 250ini, i “trecentini” europei. Per volare per divertimento o per lavoro in Open non servirà nessun patentino, basterà superare un test online dopo una breve formazione sempre online.

Categoria Specific: simili alle operazioni critiche di oggi in scenario standard,  consentiranno di volare e lavorare secondo gli scenari standard EASA che ancora non ci sono (per il momento valgono quelli ENAC) con operazioni più rischiose e complesse  di quelle che si possono fare in Open. Sarà richiesto il LUC, il “patentino” europeo che si farà in un centro di addestramento.

Categoria Certified: simili alle operazioni critiche di oggi in fuori scenario standard,  consentiranno di volare e lavorare superando i limiti degli scenari standard EASA che ancora non ci sono (per il momento valgono quelli ENAC): sono operazioni considerate ad alto rischio che richiedono la certificazione del drone (mentre per Open e Specific basta il marchio CE) e devono essere autorizzate di volta in volta dall’Authority nazionale (Enac). Sarà richiesto il LUC, il “patentino” europeo che si farà in un centro di addestramento.

E’ quindi evidente che molti lavori quotidiani a basso rischio, come le riprese dei matrimoni con droni leggeri, alcune operazioni di edilizia e ingegneria civile, tra cui la mappatura 3D di cantieri, ponti e palazzi, la manutenzione di tralicci, linee elettriche aeree e torri GSM possono essere fatti in Open col solo test online. Un secco ridimensionamento delle necessità formative. Conscia del problema, Enac aveva previsto un taglio alle ore di insegnamento della Lic 15, un vero dimezzamento dell’impegno didattico. La proposta però è stata accantonata, cosa che sta causando molti dubbi agli utenti: che devo fare adesso?

Vado a scuola o vado al mare?

CASO 1: devo lavorare subito. Corso o trecentino?

Il momento è piuttosto complicato: chi deve lavorare subito con un drone non inoffensivo non ha scelta, visto che la Lic 15 non è stata riformata valgono le vecchie regole: scuola di volo, non critico + CRO.
E poi affrontare la conversione alla LUC con le regole che saranno stabilite: alla domanda precisa su come avverrà la conversione, Enac non ha risposto, ma è possibile che il CRO venga convertito d’ufficio. Più difficile è dire come sarà convertito il non critico,  che va a morire sostituito dal test online. D’ufficio, con skill test, con esame integrativo? Davvero ci vorrebbe la sfera di  cristallo.
In alternativa, chi vuole lavorare subito e non può o non vuole aspettare potrebbe valutare di accontentarsi di un trecentino, un SAPR inoffensivo art. 12 comma 5 del regolamento ENAC: con tutti i limiti dei piccoli droni sotto i 300 grammi, si può lavorare da subito senza patentino, anche in città e sulle persone, in attesa di vedere come si evolve la situazione. Per imparare per bene gli aspetti tecnici e normativi, chi lo desidera (non c’è alcun obbligo) può fare un corso online economico. I trecentini, se non riusciamo a farli dimagrire a 250 grammi (senza paraeliche, non richiesto da EASA)  per lavorare dovranno essere sostituiti con i 250ini, i droni inoffensivi europei che arriveranno, ma si parla di due anni almeno, e intanto però si lavora. Da tenere anche presente che il costo della registrazione ENAC dei droni (94 euro) si paga una tantum, quindi la spesa varrà anche per registrare droni più pesanti, se poi si decide di prendere l’attestato, senza altri esborsi ENAC.

CASO 2: posso aspettare fino all’estate. E nel frattempo…

L’instant Ebook di DronEzine per la transizione senza mal di testa da ENAC ed EASA: si aggiornerà man mano che verranno rilasciati nuovi regolamenti e documenti in sede nazionale o europea

Chi non ha particolare fretta può restare alla finestra, eventualmente sistemandosi nel frattempo con un trecentino, e vedere come si evolverà la situazione. Un passaggio cruciale per capire da che parte gira il vento sarà il tavolo tecnico, annunciato ma non ancora convocato, tra Enac e le scuole di volo, che dovrebbe avvenire a breve. E in ogni caso, entro l’estate ENAC ha annunciato importanti novità nel regolamento nazionale, per avvicinarsi a EASA, e potrebbero esserci importanti novità.
Novità di cui al momento ovviamente non sappiamo nulla, essendo decisioni che devono essere ancora prese dall’Authority. Quindi, a seconda di quanto tempo abbiamo prima di dover cominciare a lavorare con droni non inoffensivi, potrebbe valere la pena di aspettare qualche mese per vedere che succede in questi due snodi fondamentali per chiarire la situazione, tavolo tecnico prima, emendamento estivo poi. Soprattutto per vedere se la LIC 15 resta così com’è o viene riformata, e se ci sarà indicato un percorso certo per le conversioni dei vecchi attestati ENAC al LUC. Ripetiamo, che saranno convertiti è certo, è il come che è un grande punto interrogativo.

IN TUTTI I CASI: FACCIAMOCI FARE UN PREVENTIVO

L’attestato di pilota remoto, basico o critico, è oggi, resta durante la transizione e resterà con EASA un importante certificato professionale, e prenderlo ora potrebbe essere un buon affare: per intanto si lavora con un drone non inoffensivo, poi si trasformerà in un patentino europeo nuovo di zecca e continuerà ad avere la sua validità in tutta Europa e non solo in Italia come accade oggi. Per decidere, anche il costo ha la sua importanza: e soprattutto il costo della combinazione Base+CRO, che al momento ci sembra la soluzione più appetibile. Chiedere, informarsi e confrontare diversi preventivi è sicuramente un’ottima idea.

 

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