Calcio in subbuglio e se sotto al drone ci fosse una bomba?

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Fermento e agitazione nel mondo del calcio a seguito della invasione aerea del drone con bandiera politica che ha concorso alla sospensione della partita Serbia-Albania.

Parigi Francia, 15 ottobre – Se lo domanda ai microfoni di Tf1 il presidente della Uefa Michele Platini “Immaginate se ci fosse stata una bomba al posto di una bandiera sotto il drone“: Ha prsoseguito l’excampione, confermando l’apertura di un’inchiesta disciplinare da parte della Uefa sui fatti di Belgrado: “Attendiamo la relazione dell’arbitro e del delegato alla sicurezza che abbiamo mandato”, ha detto Platini definendo gli incidenti “vergognosi, non solo pericolosi, specialmente in paesi dove c’è molta tensione politica”.

Ora che il mondo del calcio si è accorto con accezione negativa il possibile uso dei droni, ma perdonate in questo caso lo definiremo quadricottero radiocomandato, non rimane che attendere un eco mediatico di ritorno che inneggerà tutte le catastrofiche azioni compibili con simili attrezzature.

Lo stesso mondo del calcio dimenticherà come invece gli stessi robot volanti siano stati usati per controllare gli allenamenti delle squadre di calcio (ad esempio la Samp). Esattamente come succede in USA dove vengono usati dagli allenatori per controllare gli schemi del footbal americano.

violenza-stadio

Certo il temibile drone in oggetto avrebbe potuto portare sino a 3/400 grammi di materiale esplosivo, di armi chimiche o di sostanza radioattive. D’altronde sempre in america, hanno portato sostanze stupefacenti al interno di una prigione federale.

Come in tutte le cose non esiste solo una lato buono e un lato oscuro e cattivo, tutto può essere usato a fin di bene o a fin di male, ma la vera domanda che il mondo del calcio dovrebbe porsi è come ha fatto il piccolo drone a entrare nello stadio e sopratutto come limitare l’enorme violenza che accompagna sempre più le partite di tutto il mondo?

 

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