Sembra che ogni giorno sia buono per scoprire una nuova applicazione in cui i droni possono portare vantaggi rispetto ai sistemi tradizionali.
Ma attenzione: non tutte le (a volte incredibili) novità di cui ci ritroviamo a parlare, spesso frutto di test su scala ridotta in laboratorio, hanno le carte in regola per cambiare sostanzialmente la nostra quotidianità o rivoluzionare un settore produttivo. Nell’attesa di scoprirlo, possiamo però goderci quei progressi ormai consolidati che i droni hanno portato già da qualche anno in alcuni ambiti.
Tra questi, uno di quelli in cui i vantaggi sono più apprezzabili è senz’altro l’agricoltura, dove questi velivoli, assieme a sensori sofisticati, rendono molto più efficiente la gestione dei raccolti, riducendo i costi e aumentando i ricavi. Vediamo in particolare 6 occasioni in cui gli agricoltori più moderni sfruttano con profitto il contributo dei droni.
#1 Rapporto sui danni
Condizioni atmosferiche estreme possono provocare ingenti anni ad una coltivazione. Non parliamo solo di nevicate e gelate precoci o tardive, ma anche di raffiche di vento impetuose. Dopo questi eventi, l’uso del drone consente di realizzare una panoramica complessiva sullo stato delle colture in brevissimo tempo, permettendo una comunicazione tempestiva ed esaustiva delle prove dell’accaduto agli assicuratori.
#2 Migliorare il drenaggio del suolo
Anche condizioni meteo non troppo avverse possono mettere in luce dei limiti del terreno, come ad esempio il mancato corretto drenaggio. Ecco perché, dopo la pioggia, un drone equipaggiato con termocamera può scoprire se ci sono aree del suolo in cui l’acqua ristagna invece di defluire, compromettendo delle porzioni di coltivazione.
#3 Controllo sulla Semina
Se parliamo di appezzamenti di terreno molto ampi, il periodo della semina è molto dispendioso, soprattutto in termini di tempo. Fisicamente non è facile, ad esempio, seminare nuovi campi e al contempo verificare se l’operazione sia andata buon fine nei campi già seminati. Con un drone invece basta poco tempo per passare in rassegna molti ettari, verificando che siano effettivamente spuntati i primi germogli.
#4 Controllo qualità sui servizi
Controllare in diretta i lavoratori nei campi è utile per valutare immediatamente il loro operato e rimediare alle eventuali mancanze prima che esse creino problemi alle colture. Se ad esempio l’erbicida non viene spruzzato correttamente, le infestanti spontanee potrebbero prevalere sulle colture selezionate, mentre una dose insufficiente di fertilizzante impedirà ad alcune piante di svilupparsi nei tempi previsti per il raccolto.
#5 Scouting
Più in generale, i droni sono perfetti per lo scouting. Se è vero che gli ATV (All Terrain Vehicles) sono mezzi incredibili per passare in rassegna i campi coltivati, bisogna ammettere che, anche laddove fosse equivalente recarsi sul posto con un mezzo gommato o sorvolarlo dall’alto con un drone, quest’ultima operazione permette senz’altro di avere un punto di osservazione privilegiato, meno settoriale e più comprensivo, che offre maggiori possibilità di comprensione dell’effettivo stato di salute di una coltura o della eventuale presenza di problemi.
#6 Pascolo
L’idea di un drone pastore potrà far sorridere qualcuno, ma esiste già (e funziona bene, leggete qui cosa fanno in Nuova Zelanda). Se alcuni capi di bestiame si allontanano dalla mandria, basta appena qualche minuto per scoprire dove si sono spostati, mentre con un modulo con cassa acustica appositamente implementato sul drone è possibile inviare agli animali persino dei segnali acustici.




