ANT-X ARIES il Drone per ispezioni con motori inclinati che spinge in avanti

Si chiama ARIES che in latino significa Ariete, il drone realizzato da ANT-X una spin off del Politecnico di Milano, dedicato ad ispezioni aeree molto particolari.

Una caratteristica che rende questo drone davvero inusuale, è la disposizione dei rotori, cioè del gruppo motori ed eliche che non seguono l’ordinario sistema a cui siamo abituati.
In poche parole l’asse dei motori non è perpendicolare al corpo centrale del drone, ma i rotori sono inclinati con specifici angoli che rendono ARIES in grado di spingere letteralmente in avanti, proprio come se fosse un ariete, senza modificare il suo assetto livellato ed esercitare una forza su oggetti dell’ambiente circostante.

Un sistema progettato dal team di giovani ingegneri di ANT-X di provenienza dal PoliMi, con un compito preciso e seguito della richiesta di un committente, di cui per ora non possiamo parlare.
Lo abbiamo visto esposto al Dronitaly 2021 nella location di Bologna Fiere.
[Leggi l’articolo sui risultati del Dronitaly 2021 e le video interviste].
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Dato il grande afflusso di persone al loro stand, non siamo riusciti ad effettuare una intervista con i responsabili nella giornata della nostra visita alla kermesse dedicata al mondo dei droni professionali.
Abbiamo quindi realizzato una video intervista, fruibile in testa a questo articolo dove parliamo con l’ingegner Simone Panza, co-fondatore di ANT-X che ci racconta alcuni aspetti tecnici di questo progetto il cui fine verrà svelato molto presto, grazie alla presentazione del payload ingegnerizzato e realizzato da DRB, un altra spin off del Politecnico di Milano che è anche la committente dell’ambizioso progetto.

Ispezione dei tralicci di alta tensione con un drone

Riportiamo alcuni passi presi dalla loro presentazione:

“Nella grande maggioranza dei casi vengono utilizzate piattaforme drone multirotore coplanare, ovvero droni in cui i rotori giacciono tutti nello stesso piano e generano spinta in un’unica direzione (tipicamente in direzione ortogonale al piano del corpo centrale).
Non si può affermare altrettanto per quanto riguarda invece gli UAV che consentono di svolgere operazioni a contatto con oggetti esterni, e più in generale di interagire con l’ambiente circostante (per esempio, ispezioni a contatto, manutenzione, assemblaggio di strutture, …). A livello di ricerca sono state studiate e sperimentate con successo diverse soluzioni che consentono di svolgere operazioni di manipolazione aerea; tali soluzioni hanno cominciato ad essere industrializzate e ad emergere sul mercato solo di recente.

Allo stato attuale, le ispezioni non distruttive sugli isolatori dei tralicci dell’alta tensione vengono effettuate manualmente; un operatore umano sale sul traliccio e, tramite un’asta a cui è vincolato uno strumento di misura, effettua l’operazione di misura muovendo l’asta e facendo scorrere il sensore lungo l’isolatore. Tale operazione è pericolosa per l’operatore in quanto si svolge in un ambiente in quota e in presenza di campi elettromagnetici e di tensioni molto elevati e dannosi per la salute umana. Inoltre, è associata a notevoli costi operativi dato che un intervento di ispezione richiede la presenza di una squadra composta da diverse persone.
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Gli UAV in configurazione classica multirotore coplanare sono macchine sotto-attuate, ovvero non sono in grado di generare componenti di spinta nel piano in cui giacciono tutti i rotori, e di conseguenza non possono controllare indipendentemente il proprio assetto e la propria posizione; per potere variare la propria posizione nello spazio, è necessario prima variare l’assetto e di conseguenza generare una componente di forza di spinta nella direzione desiderata.
Questa proprietà dei droni in configurazione multirotore coplanare pone una limitazione in termini di capacità di mantenere posizione e assetto…”

Nell’augurarvi una buona visione della video intervista, cogliamo l’occasione per augurare un pronto successo a DRB e ANT-X con il loro drone ARIES.

 

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