Tempo fa, abbiamo visto come i ricercatori impiegati in diversi istituti scientifici del mondo stiano sviluppando progetti di droni che possiedono uno speciale design con delle zampe “artigliate” – ispirati ai falchi – con cui possono aggrapparsi ad esempio sui rami degli alberi.
Ma se oltre ad appollaiarsi su oggetti di questi tipo, un principio identico o comunque molto simile venisse sfruttato per far sì che il drone si colleghi ad una fonte di energia per ricaricarsi? Il progetto di alcuni scienziati dell’Higher Military Engineering Command School di Tjumen’, città della Russia siberiana occidentale, ruota proprio intorno a quest’idea. Secondo il sito RIA Novosti, infatti, i ricercatori russi stanno sviluppando un drone militare in grado di aggrapparsi in volo alle linee elettriche grazie ad uno speciale uncino, tecnicamente definito “circuito magnetico circolare a disconnessione automatica”.
Quando il velivolo (un multirotore invece di un modello ad ala fissa) arriva nei pressi di una linea elettrica, l’operatore attiva da remoto il meccanismo che si aggancia ai cavi, permettendo al drone di iniziare la ricarica rimanendo appeso in posizione ribaltata, quindi “a testa in giù”, mentre la camera di bordo resta in funzione. Quando la batteria è completamente carica, il motore si riaccende e il gancio viene staccato dal cavo elettrico, col drone che torna orientato nella sua posizione originale e riprende il volo.
La capacità di ricaricarsi sfruttando le linee elettriche permetterà al drone di aumentare il suo raggio d’azione, migliorando significativamente le capacità di ricognizione dell’esercito russo, che potrà quindi contare su velivoli capaci di voli su lunghe distanze, un tipo di operazione al momento precluso per via delle limitate capacità di autonomia di volo degli attuali droni da ricognizione di piccola taglia.



