A causa del conflitto russo ucraino in corso, con la guerra che già dopo i primi giorni ha coinvolto subito anche l’impianto di Chernobyl, negli ultimi tempi si è tornato purtroppo a parlare di rischi collegati al nucleare, potenziali emergenze dalle quali, di fatto, nessuna nazione al mondo è completamente al sicuro.
Ecco perché l’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha investito tempo e risorse nello sviluppo di un drone innovativo da impiegare, in casi di emergenza radiologica e nucleare, nella ricerca e nella localizzazione delle sorgenti radioattive.
Il drone, che si inserisce nell’ambito del progetto INCLUDING (INnovative CLUster for raDIological and Nuclear emerGencies), finanziato dal programma Horizon 2020 della Commissione europea per la prevenzione e la risposta alle emergenze radiologiche e nucleari, è già stato testato con successo nel corso di un’esercitazione, svolta presso la base militare di Karkialampi in Finlandia, della quale vi mostriamo il video di seguito.
Il drone di ENEA, che si inserisce di diritto nella per ora poco affollata e ancora molto innovativa categoria dei droni per il monitoraggio delle radiazioni (qui l’altro esempio di un’azienda ceco-finlandese) è dotato di strumento di misura denominato Geiger Muller, grazie al quale permette di misurare le radiazioni ionizzanti presenti in una determinata area in remoto, preservando l’uomo dal rischio di contaminazione legato all’intervento di persona sul campo.

Oltre a questa importantissima questione di sicurezza, l’uso di questo drone riduce significativamente i tempi di ricerca e localizzazione offerti dagli approcci tradizionali, grazie all’algoritmo di ottimizzazione che può individuare in maniera selettiva l’area contaminata.



