Il fenomeno dei droni usati dai criminali come moderni mezzi per introdurre merce di contrabbando come droga o dispositivi tecnologici all’interno delle carceri è in crescita non solo nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo. Per arginarlo, come prima cosa la sicurezza degli istituti penitenziari chiede le risorse e le leggi per dotarsi di sistemi e procedure di intervento altrettanto tecnologiche e più “smart” come droni di sorveglianza e sistemi anti droni (e in quest’ottica si inquadra ad esempio l’accordo siglato a luglio 2023 tra ENAC e DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), ma alcuni Paesi intanto scelgono anche la strada dell’aumento delle restrizioni di volo.
In Galles ed Inghilterra, ad esempio, saranno istituite nuove “zone di divieto di volo” in un raggio di 400 metri dagli istituti penitenziari a istituti minorili. L’entrata in vigore è stata annunciata per il prossimo 25 gennaio, con multe fino a 2.500 sterline.
Sebbene nel 2016 l’allora ministro della Giustizia, Liz Truss, avesse promesso di creare zone di divieto di volo intorno alle carceri e oggi chi tenta di introdurre clandestinamente oggetti in carcere rischia fino a 10 anni di reclusione, in caso di avvistamenti di droni la polizia può intervenire solo quando riscontra prove di contrabbando illegale, mentre dal 25 gennaio, con le nuove aree di divieto intorno alle prigioni e agli istituti minorili, le autorità potranno identificare rapidamente i droni sospetti e agire in tempi più rapidi e con maggior efficacia contro le presunte attività criminali, oltre a migliorare la sicurezza impedendo riprese illegali all’interno delle prigioni.
Per avere un’idea della portata del fenomeno in queste due nazioni, questo articolo sul Guardian riporta che, solo nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, sono stati avvistati, intercettati o sequestrati 504 droni nei pressi delle carceri, e che dal giugno 2016, la collaborazione tra polizia e personale carcerario ha portato a oltre 70 condanne.
Numeri significativi che il governo spera possano scendere nei prossimi anni grazie da un lato a questi provvedimenti e dall’altro alle nuove risorse di cui verranno dotate le carceri. Il ministro delle Carceri, Damian Hinds, ha dichiarato: “Questo è l’ultimo passo nella battaglia che stiamo vincendo per impedire l’ingresso di droghe, armi e telefoni nelle nostre carceri. Queste ‘zone di divieto di volo’ virtuali, insieme ai nostri nuovi scanner a raggi X in stile aeroportuale, ci consentiranno di contrastare meglio che mai la violenza dietro le sbarre per proteggere sia i detenuti che il personale dalle aggressioni”.



