Negli anni abbiamo assistito ad alcuni tentativi di integrare i droni sulle automobili, progetti (quasi sempre solo sulla carta) che ha fatto un certo scalpore ma che non hanno avuto sufficiente successo da cambiare il mercato. Tra i casi “storici” più interessanti, troviamo sicuramente il drone integrato nella Land Rover, che risale a circa 10 anni fa, ma anche i più recenti brevetti di Jeep per usare i droni sulle proprie auto, ma nei giorni scorsi si affacciata con decisione in questa tecnologia abbinata anche BYD, colosso automobilistico cinese, che ha stretto un’alleanza niente di meno che con DJI, che come sappiamo è leader mondiale assoluto nel settore dei droni civili.
E se in passato i tentativi di lanciare un “sistema auto più drone” convincente sono rimasti più che altro delle idee interessanti, questa volta bastano i nomi di queste due grandi aziende, da soli, per ottenere una buona dose di credibilità sulla bontà e sulla concretezza del progetto.
Nei giorni scorsi, i due giganti tecnologici hanno presentato Lingyuan, un sistema di lancio di droni integrato nei veicoli. Disponibile esclusivamente in Cina, questo sistema può essere montato su tutti i veicoli della gamma BYD, ma volendo esiste anche un modello specifico del SUV Bao 8 di BYD che viene fornito già equipaggiato con Lingyuan.
Prezzo
Il prezzo del rivoluzionario sistema Lingyuan è di 16,000 yuan (poco più di 2000 euro) e include un drone DJI Air 3S, insieme all’hangar e alle app che funzionano con il sistema. Queste app comprendono uno strumento per l’editing video e un’app per il riconoscimento AI, utilizzata per scattare foto intorno al veicolo.
Come funziona Lingyuan
Nel video pubblicato sul canale YouTube ShanghaiEye si può apprezzare il sistema in azione, con il conducente che, toccando un pulsante sul touchscreen del veicolo, fa aprire delle porte scorrevoli sul tetto dell’auto, facendo emergere una base station con un drone.
Il drone può decollare mentre il veicolo è in movimento (a velocità di massimo a 25 km/h) e seguirlo lungo la strada, mantenendo il contatto fino a una distanza di 2 km. Inoltre, può seguire l’auto fino a una velocità di 54 km/h e si ricarica automaticamente una volta riposto nel suo hangar sul tetto, con una ricarica rapida che permette di portare la batteria del drone dal 20% all’80% in circa mezz’ora.
Secondo Wang Chuanfu, presidente di BYD, il sistema è stato sviluppato completamente da zero in collaborazione con DJI.
Questa non è la prima volta che BYD sperimenta il lancio di droni dai veicoli, visto che non molto tempo fa il suo marchio di lusso Yangwang ha lanciato una variante fuoristrada del SUV U8 con un sistema di lancio di droni montato sui binari del tetto, ma queste versioni precedenti erano decisamente più voluminose rispetto al Lingyuan, che invece fa della compattezza il suo cavallo di battaglia, tant’è che la stazione di aggancio sul tetto incrementa l’altezza complessiva del veicolo di soli 21,5 centimetri.
Impossibile non notare, a questo proposito, come Lingyuan è paragonabile al sistema DJI Dock 3, di cui abbiamo parlato in questo articolo, una soluzione “drone in a box” perfetta per ispezioni di linee elettriche o risposte di emergenza, con la differenza che il Dock 3 è significativamente più costoso, partendo da circa 20 mila euro (installazione esclusa).
L’innovazione presentata da BYD e DJI conferma quanto il panorama del trasporto auto, come lo conosciamo noi, sia sempre più pronto a un cambiamento epocale, trasformando dei mezzi di trasporto in prodotti che in futuro saranno in grado di offrire una moltitudine di applicazioni diverse.




