“Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere”, direbbe qualcuno. E in effetti la notizia che arriva da Napoli ha tutti gli elementi tragici e comici degni di una farsa, che, dato il periodo, potremmo definire “da Oscar”.
Da anni riportiamo notizie di come i criminali usino i droni per introdurre merce di contrabbando all’interno degli istituti penitenziari. Sappiamo che questo fenomeno, sempre più diffuso, è difficile da contrastare da parte della vigilanza delle carceri, che sconta risorse limitate e in particolare non dispone dei mezzi tecnologici adeguati per rispondere a questo tipo di intrusione.
Va da sé che quando segnaliamo notizie del genere è perché qualche consegna è andata male ed è stata scoperta, il che in effetti avviene spesso per via di qualche errore da parte dei piloti, che finiscono per farsi scoprire.
Tanto per dirne qualcuna, a volte sono gli stessi criminali che, a poca distanza dalle mura carcerarie, vengono notati dalle guardie, ma non sono pochi i casi in cui proprio il drone, dirigendosi verso il carcere, perde il controllo e precipita nei pressi della struttura, a volte finendo in pezzi nel bel mezzo del cortile interno.
Insomma, un conto è avere un piano criminale che poggia su mezzi tecnologici e innovativi, un altro è portarlo a termine con successo.
Quello che però è successo a Napoli ha davvero dell’incredibile. Come riporta questo articolo su Napoli Today, infatti, ieri notte:
I carabinieri della compagnia Napoli Poggioreale sono intervenuti – allertati dal 112, intorno alle 23 – nella caserma di corso Malta 10° Cerimant.
Poco prima il militare addetto alla vigilanza della caserma aveva notato e segnalato la presenza di un drone che si era incastrato sul tetto.
Il drone portava una busta con un filo di nylon. Nella busta un mini cellulare e uno smartphone. Drone e telefoni sono stati sequestrati.
Insomma, ancora una volta è il piano criminale è fallito. I criminali, però, a parte l’eventuale umiliazione, al momento se la sono cavata. Ci sarebbe appunto da ridere, se non ci fosse da piangere.




