Al confine tra Stati Uniti e Messico è entrata da pochi giorni in azione una nuova tecnologia per contrastare i droni non autorizzati, per lo più appartenenti ai signori del narcotraffico. Si tratta dell’Army Multipurpose High-Energy Laser, meglio conosciuto come AMP-HEL, un sistema laser anti droni che la Joint Task Force–Southern Border (JTF-SB) ha integrato nelle operazioni di sicurezza della frontiera.
Il suo debutto operativo risale al 24 agosto, e i primi giorni di rodaggio hanno già prodotto numeri interessanti, visto che al 4 settembre i militari della JTF-SB avevano utilizzato AMP-HEL per fermare 11 UAS collegati ai cartelli.
Oltre 300 droni contrastati nel corso dell’anno
Il laser, però, è soltanto una parte di un sistema di difesa più ampio. Nel corso dell’anno la JTF-SB ha contrastato più di 300 UAS utilizzando sistemi cinetici e non cinetici, con oltre 100 interventi solo nel mese di agosto.
Secondo le valutazioni riportate dall’U.S. Northern Command, che riporta la notizia sul sito ufficiale, i droni erano associati ad attività illecite lungo il confine. Le organizzazioni criminali transnazionali utilizzano infatti gli UAS per supportare diverse attività illegali transfrontaliere. Tra queste ci sono le operazioni di contrabbando, ma anche la sorveglianza del personale delle forze dell’ordine e dei militari presenti nella zona.
È in questo scenario che il contrasto ai piccoli velivoli senza pilota è diventato una componente delle operazioni di sicurezza lungo la frontiera.
AMP-HEL, il laser entra nella difesa anti-drone
L’Esercito statunitense ha acquisito AMP-HEL nel settembre 2025, nell’ambito di un programma dedicato allo sviluppo e alla messa in campo di capacità scalabili ad energia diretta contro UAS e altre minacce aeree.
Il passaggio alle operazioni sul confine è arrivato nell’agosto 2026, quando la JTF-SB ha integrato il sistema mobile nella propria difesa stratificata, con l’obiettivo è contribuire a contrastare le minacce al personale e, allo stesso tempo, supportare le attività di sicurezza della frontiera.
A questo link è possibile apprezzare il breve video di una dimostrazione sul campo, col sistema laser che prima “aggancia” il drone e poi lo fa fuori.
Una rete di sistemi per proteggere il confine
Il generale Gregory Guillot, comandante di NORAD e USNORTHCOM, ha sottolineato proprio l’importanza dell’integrazione tra le diverse capacità disponibili e i partner coinvolti nella missione.
“L’approccio ad armi combinate della JTF Southern Border e l’integrazione con i partner della missione stanno fornendo un nuovo livello di capacità di difesa del territorio nazionale per contrastare le attività illegali al confine”, ha dichiarato Guillot.
Secondo il generale, le truppe in prima linea dispongono delle necessarie autorizzazioni e possono sfruttare una rete altamente capace per contrastare le minacce rivolte alle forze impegnate nella missione di integrità territoriale.
Più di 8.000 militari lungo il confine meridionale
Le operazioni anti-drone fanno parte di un dispositivo decisamente più vasto. La JTF-SB conta infatti oltre 8mila militari distribuiti lungo un territorio che si estende per circa 1.954 miglia del confine meridionale.
La missione è iniziata nel marzo 2025, e da allora il personale ha rinforzato centinaia di miglia di confine con ostacoli in filo metallico e ha effettuato decine di migliaia di pattugliamenti dedicati al rilevamento e al monitoraggio. Alcuni di questi pattugliamenti sono stati condotti in modo coordinato con personale militare messicano. A queste attività vanno poi aggiunte le migliaia di voli di osservazione e interventi per liberare dalla vegetazione alcune aree remote.
Il laser diventa uno degli strumenti contro gli UAS non autorizzati
AMP-HEL si inserisce quindi in una strategia che combina strumenti differenti per affrontare il problema dei droni utilizzati nelle attività illecite lungo il confine. Secondo quanto riportato dall’U.S. Northern Command, le operazioni condotte dalla JTF-SB hanno migliorato la consapevolezza della situazione da parte della U.S. Customs and Border Protection, ridotto i tempi di risposta e contribuito alle attività destinate a interrompere le operazioni illegali transfrontaliere.




